Visualizzazione post con etichetta edilizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta edilizia. Mostra tutti i post

lunedì 22 febbraio 2010

Consiglio Comunale all night long

Domani sera, Martedì 23 febbraio 2010, alle ottoemezzadisera si terrà un Consiglio Comunale con ben 5 interrogazioni, 4 interpellanze, 6 mozioni, 2 "ordini del giorno", e altri 9 punti all'ordine del giorno. Si discuterà così anche di una convenzione per la fornitura di brioche calde e caffè nel corso della notte, permettendo così ai consiglieri di recarsi normalmemnte al lavoro grazie al servizio di colazione fornito il mattino.
Il sindaco ha probabilmente voluto dimostrare il proprio ammore per la democrazia ed il dibattito, per il confronto aperto al pubblico. Si tratta probabilmente di una apertura verso la popolazione più giovane, abituata notoriamente a tirar tardi nei locali.

Comunque, ecco gli argomenti all'ordine del giorno:
1. Comunicazione costituzione gruppo consiliare "LEGA NORD BOSSI" e designazione capo gruppo - modifica deliberazione di Consiglio n. 26 del 25 giugno 2009 (separati in casa? manovra solo di convenienza amministrativa?)
2. Lettura ed approvazione verbali seduta precedente;

3. Interrogazioni :
- Gruppo Consiliare del PdL - prot. n. 20828/A del 16.12.2009 - costo presunto realizzazione ascensore presso sede municipale
- Gruppo Consiliare del
PdL - prot. n. 20838/A del 17.12.2009 - situazione segretario comunale
- Gruppo del
PdL - prot. n. 20839/A del 17.12.2009 - situazione illuminazione strade di San Giovanni
- Gruppo del
PdL - prot. n. 288/A del 08.01.2010 - chiarimenti sulla emissione delle bollette di pagamento tariffa dell'acqua (quando arriveranno sarà uno tsunami)
- Gruppo del
PdL - prot. n. 289/A del 08.01.2010 - richiesta chiarimenti taglio pini marittimi rotonda di San Giovanni

4. Interpellanze
- Consigliere Comunale Fabrizio Venier - prot. n. 19603/A del 24.11.2009 - sistema idrico integrato
- Gruppo Consiliare "Civica Democratica Polcenigo"- prot. n. 1598/A del 01.02.2010 - scarico acque in località Polcenigo - via Pordenone (prossimità ristorante Cial de Brent)
- Gruppo Consiliare "Civica Democratica Polcenigo"- prot. n. 1599/A del 01.02.2010 - chiusura della viabilità ponte sul Gorgazzo in prossimità confluenza con fiume Livenza (ovvero come scaricarsi delle responsabilità rinviando la soluzione alle calende greche, limitandosi ad un bel divieto violato da tutti, a partire dal sottoscritto... certo che scavalcare con la bicicletta è faticoso... non è proprio possibile sistemare provvisoriamente il ponte, senza costi abnormi, aspettando per la soluzione definitiva la futura ciclovia? Finalmente se ne parla anche in Consiglio!)
- Gruppo Consiliare "Civica Democratica Polcenigo"- prot. n. 1600/A del 01.02.2010 - discarica materiali inerti (località Artugna)

5. Mozioni
- Gruppo Consiliare "La Forza delle Idee"- prot. n.206009/A del 14.12.2009 - approvazione di variazione urgente al bilancio per erogazione ai genitori degli alunni frequentanti la scuola secondaria di Polcenigo di contributo per coprire le spese di sorveglianza durante il servizio mensa" (basta che poi non si dica che questo è il contributo del Comune alla scuola, perchè si tratterebbe invece solo di un rimborso di soldi non più dati dal Ministero dell'Istruzione)
- Gruppo Consiliare del PdL- prot. n. 20827/A dei io. 12.2009 - programmazione e posizionamento manufatti idonei all'inserimento di cavi per la fibra ottica
- Gruppo Consiliare del
PdL- prot. n. 2/207/A del 23.12.2009 - oggetto: nuovo piano emergenza avversità metereologiche
- Gruppo Consiliare del
PdL- prot. n. 290/A del 08.01.2010 – situazione illuminazione Centro storico di Polcenigo
- Gruppo Consiliare "Lega nord Bossi"- prot. n.2358/A del 12.02.2010 - mozione su istituzione "piano primo intervento emergenza neve"
- Gruppo Consiliare "Lega nord Bossi"- prot. n.2358/A del 12.02.2010 – mozione su proprietà e gestione acqua potabile

6. Ordine del giorno
- Gruppo Consiliare "Civica Democratica Polcenigo" - prot. n.2/052/A del 21.12.2009 - art.15 del DL 25.09.2009 n. 135 legge di conv. N. 166/2009. Richiesta alla Giunta regionale ed al Consiglio regionale di presentare ricorso per la dichiarazione di illegittimità costituzionale e di confermare la gestione in house providing ex lr n. 3/2005 (certo che Venier si muove meglio stando in opposizione invece che in maggioranza)
- Gruppo Consiliare del PdL - prot. n. 209081A del 17.12.2009 - aggressione al Presidente del Consiglio (ancora!!! basta!)

7. Addizionate Comunale all'I.R.P.E.F. Aliquota anno 2010. (Punto interessante questo..., soprattutto per i lavoratori dipendenti e gli autonomi onesti)
8. Imposta Comunale sugli Immobili. Aliquote e detrazioni per l'anno 2010. (Punto meno interessante per i non proprietari di seconde, terze e decime case)
9. Convenzione per la gestione in forma associata delle funzioni di Segreteria tra i Comuni di Polcenigo/capofila e Caneva. (Evviva evviva hanno cambiato il segretario, non abbiamo più un segretario/sindaco a Tramonti/consigliere provinciale)
10. L.R. 24 /2009 - legge finanziaria regionale 2010 - art. 11 - non adesione ai vincoli del patto di stabilità interno per il triennio 2010/2012
11. Opere di riconversione irrigua nel Comune di Polcenigo - adozione ai fini urbanistici variante n. 23 ai sensi dell'art. 24 della lr 23.02.2007 n. 5
12. Adozione variante n. 24 al PRGC
13. Nomina Commissione Biblioteca (era ora!!)
Grazie a Luca per avermi inviato l'odg.

domenica 18 ottobre 2009

Pubblicità ai lavori pubblici

L'ass. Angela Sanchini ha convocato per venerdì 23 ottobre alle 20.30 la prima riunione della nuova commissione Lavori pubblici. O.d.g.:
1) nomina presidente della commissione
2) esame dei progetti:
- opere si riqualificazione urbana del centro storico - 5° lotto
- adeguamento a norme antincendio plesso scolastico
- rifacimento coperture edifici comunali
- restauro, consolidamento murature, sistemazione area esterna sommità sud collina castello - lotto 1
3) varie ed eventuali

Ora i membri di questa commissione come il sottoscritto cosa dovrebbero fare? Andare uno a uno presso l'ufficio tecnico e riempirlo di richieste per avere informazioni sui progetti in esame in tempo utile prima della riunione? E in questo modo intasare l'ufficio tecnico? E perdere tutti quanti un sacco di tempo solo per avere le stesse fotocopie?
Il punto è che io non mi ritengo così sveglio da capire tutto la sera in cui si ricevono le informazioni e fare in tempo reale le relative osservazioni e suggerimenti. E non credo nemmeno gli altri. O si preferisce non dare il tempo ai componenti della commissione di farsi un'idea prima della riunione? No, vero?
Perciò una relazione, alcuni dati sintetici, qualche riferimento, non si potrebbero avere prima della riunione? Magari inviati via posta elettronica? Chiedo troppo? La democrazia costa troppo?

Nel frattempo, qualcuno di voi, buoni lettori, potrebbe inserire qui sotto nei commenti qualche idea/suggerimento/osservazione relative ai punti all'ordine del giorno?

giovedì 13 agosto 2009

Spade levate al cielo a Mezzomonte

Il gruppo consiliare del PDL ha posto un'interrogazione al Sindaco riguardante la situazione dell'ex scuola elementare di Polcenigo, che riporto di seguito. In sintesi hanno chiesto al sindaco "quali siano le sue intenzioni per affrontare lo scempio dello stato di abbandono dell’ex scuola elementare di Mezzomonte. Dopo averla svenduta, chiedono al sindaco di dare delle risposte che possano essere utili per la soluzione di un problema che penalizza, non solo i residenti a Mezzomonte, ma tutta la comunità polcenighese."
"Al posto loro" i consiglieri del PDL sostengono che "sarebbero intervenuti subito facendo ripulire il cantiere per ristabilire un minimo di decenza e decoro. Nel contempo avrebbero informato i cittadini e avviato una procedura con la proprietà per capire le loro intenzioni con obiettivo una soluzione definitiva"
Per chi ha tempo ecco il testo dell'interrogazione.
"... a Mezzomonte al posto delle ex scuole elementari nella piazza principale, a lato della chiesa, attualmente c’è un cantiere edile, di vasta importanza, abbandonato da tre anni -dal 3 agosto 2006-. Entro il cantiere si vede lo scheletro monco di un edificio in cemento armato che stava sorgendo, fermo al 2° livello, con i ferri di ripresa delle strutture verticali, arrugginiti ed irti, come spade levate al cielo a protesta di questo scempio.
Il cantiere è protetto -si fa per dire- verso la piazza da pannelli di rete elettrosaldata mimetizzata con una rete ombreggiante verde, ampiamente mancante o squarciata in più punti, sì da permettere al pubblico di verificare facilmente, ogni volta che ci passa davanti, l’obbrobrietà dello stato dell’arte. All’interno, sono nate e cresciute tutte le più disparate “verdure” che egregiamente occultano le “scovasse” che i passanti si dilettano a depositare più o meno distrattamente, spesso, con lanci degni di nota.
Lo spettacolo è così desolante e squallido che i turisti e le persone di transito mal gli si avvicinano e quindi di per sé si è creata una sorta di automatica barriera di sicurezza: fa schifo e quindi non è facile che qualcuno si avvicini tanto da caderci dentro, ma, se fosse per la protezione di cantiere, questo potrebbe accadere con facilità. Ferri pericolosamente sporgenti anche qui, sulla pubblica via. E’ da sperare che tutti quelli che hanno il coraggio di avvicinarsi, siano adeguatamente vaccinati dal tetano.

Ci si chiede: come mai tutto ciò? Allora, un po’ di storia, quella conosciuta:
• nel 2003/4 il Comune di Polcenigo svende l’edificio di sua proprietà, ex scuola elementare di Mezzomonte, con annessi e connessi -fra i quali, tutta la storia “moderna” della formazione elementare del secondo dopoguerra e le tradizioni degli “attuali” vecchi di Mezzomonte-.
• in cambio delle vecchie scuole, il comune dovrebbe aver ottenuto un pagamento in contanti di 90/100.000,00 Euro e la promessa di un paio di locali all’interno della nuova struttura da adibire a spazio ludico/ricreativo per la popolazione di Mezzomonte e per l’ambulatorio medico;
• dopo qualche scaramuccia, tra l’acquirente e l’Amministrazione cedente, quest’ultima finalmente nel 2006 rilascia al privato acquirente la Concessione Edilizia per l’avvio di un’opera di Ristrutturazione con ampliamento dell’edificio venduto;
• il nuovo proprietario fa allora demolire la struttura esistente, salvando un muro: il paramento verso la strada, la facciata di ingresso dell’ormai ex scuola; si scava e si prepara l’area di cantiere.
• subito dopo arriva altra impresa, piazza la gru, arriva il ferro, tanto ferro e si cominciano i getti di fondazione, pilastri, scale, etc… fino al 3 di agosto 2006
• da allora tutto si è fermato… l’impresa ha smontato e tolto la gru, ha portato via il tanto ferro rimasto e … sono cominciate a crescere le “verdure”… ci sono già acacie di tre anni. Se ci fossero state viti, quest’anno avremmo potuto vendemmiare. Null’altro… ora il panorama è quello descritto in apertura. E visibile nella documentazione fotografica allegata.
• pochi mesi fa, il nuovo proprietario è deceduto. Ora dicono i figli devono decidere se accettare anche quest’eredità.
E’ evidente che un tale stato di abbandono non è tollerabile per una serie di motivi che qualsiasi cittadino può comprendere da solo, solo vedendo: salubrità e sicurezza dei luoghi, impatto visivo, deprezzamento del sito, discredito della popolazione, incapacità amministrativa.

Pertanto i consiglieri comunali del Popolo della Libertà interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
1. Il Comune, venditore, di un bene pubblico, simbolo principale -insieme alla chiesa- di uno dei borghi storici tipici di un reliquato del Friuli da conservare e tramandare a perenne memoria di una stoica capacità di conservazione e trasformazione, nello stesso tempo; conservazione di quei valori tipici del nostro Nord-est, di attaccamento, di lavoro, di fiducia, di voglia di riscatto e quindi di rinnovamento, di riqualificazione; il comune, ha avuto un logico e diligente ruolo in questa vicenda?
2. Posto che fosse giustificata la dismissione del bene il comune ha rilasciato una Concessione Edilizia giusta ed in linea con quella che doveva essere la memoria dell’immobile?
3. Ha stipulato un contratto di cessione logico e nell’interesse del pubblico?
4. Ha verificato e vigilato nello svolgimento dei lavori?
5. Ha preteso quelle garanzie di ritorno delle porzioni di bene che gli erano dovute?
6. Ha inserito le clausole di salvaguardia proprie di un’amministrazione pubblica, programmi temporali, penali in caso di ritardo, rescissione in danno?
7. Ha verificato lo stato attuale dell’arte ed ha intrapreso le eventuali azioni correttive del caso?
8. Se il Comune avesse adempiuto ai suoi compiti, secondo le più elementari regole di buon senso, come mai ora siamo in queste condizioni?
9. L’attuale Amministrazione può e vuole recuperare la precedente incapacità? e secondo quali criteri?
10. Il Gabibbo, inviato di Striscia la Notizia può essere un aiuto?"

mercoledì 6 maggio 2009

Opacità amministrativa

Uno dei punti più importanti del Consiglio Comunale del 4 maggio 2009 riguardava l'adozione del piano particolareggiato del centro storico (P.R.P.C.). Su questo punto c'è stata la rottura del sindaco Toppani con la sua Giunta, oltre alla mancanza di informazione nei confronti dei cittadini e dei Consiglieri Comunali, e anche una singolare vicenda che ha visto i professionisti presenti rifiutarsi di esporre il Piano.
Ma ecco un riepilogo della vicenda (per quel che ho capito assistendo al Consiglio Comunale, disponibile naturalmente a tutti i chiarimenti o correzioni in merito).

L'elaborazione del Piano, che riguarda il Centro Storico e fino a 150 metri dai fiumi) è avvenuta nel corso del 2009. Il piano è stato visto e rivisto formalmente e informalmente dalla Giunta Comunale, dai capigruppo del Consiglio Comunale, oltre che ovviamente dai vari professionisti che lo hanno redatto. La Commissione Edilizia (nominata a suo tempo dalla Giunta) ne ha recentemente dato parere favorevole, dando però contemporaneamente alcune indicazioni: la necessità di maggiori parcheggi per i residenti (in aumento) e per i visitatori (le abitazioni sono caratterizzate da corti con poco spazio per le auto); verificare il rispetto degli standard urbanistici per i parcheggi; e altro che non ricordo. Il Piano non è invece stato presentato nella Commissione Urbanistica. Il Piano avrebbe dovuto essere portato pochi giorni fa in Giunta, ma su pressione delle opposizioni è stato invece portato all'esame del Consiglio Comunale.
C'è un punto importante: l'art. 38, c.5 del D.Lgs. n. 267/2000 prevede che :"I Consigli durano in carica sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili"; i comizi elettorali sono già stati indetti il 23 aprile 2009, quindi il Piano dovrebbe ora rispondere a questi requisiti (vedi qui un'interessante commento giuridico ad un caso analogo per un comune piemontese)
Progetto Comune ha chiesto il ritiro dell'adozione del Piano perché non è né urgente né improrogabile, inoltre dovrebbe essere esaminato anche dalla Commissione urbanistica, e la Comm. Edilizia richiedeva alcune modifiche. Anche Fabio Bidese ha chiesto il ritiro perché il Piano è stato visto solo dai capigruppo, la documentazione non era ancora completa e non era a disposizione dei consiglieri comunali, il Piano è stato elaborato da poco tempo.
L'ass. Mauro Quaia ha invece fatto rilevare che l'adozione (diversa dall'approvazione) non avrebbe impedito modifiche successive e che invece rappresentava il compimento dell'attività dell'Amministrazione. Ha inoltre fatto notare, senza essere smentito, che aveva chiesto una settimana prima al Sindaco se sarebbe stato meglio portarlo in Commissione Urbanistica, ma quest'ultimo gli avrebbe risposto di no.

Alla fine il sindaco ha ritenuto di ritirare l'adozione, quindi di non procedere al voto, principalmente per due motivi: 1) non ci sono i requisiti di urgenza ( l'eventuale adozione avrebbero provocato probabili ricorsi); 2) se si fosse votato, il Piano sarebbe stato probabilmente bocciato, e così sarebbe stato buttato un importante lavoro. Naturalmente la reazione dell'ass. Mauro Quaia è stata moolto negativa.

Il sindaco, così come vari consiglieri soprattutto delle minoranze hanno chiesto però che il Piano fosse comunque illustrato, dato che era già stato predisposto l'apparato per la videoriproduzione ed erano presenti gli architetti che lo avevano redatto.
Ma quello che è successo, che a mio parere ha dell'incredibile, è che quest'ultimi si sono rifiutati di presentarlo, sostenendo che l'avrebbero fatto solo nel caso in cui si fosse discussa l'adozione o in caso di discussione in Commissione. Quindi, fra le rimostranze dei consiglieri dell'opposizione (e se non sbaglio nel silenzio di quelli di maggioranza), se ne sono andati via.
Fin qui la cronaca.

Ma come si può pensare che un consigliere comunale possa votare l'adozione di un piano particolareggiato senza averlo potuto vedere in precedenza? Senza essere entrato in possesso in precedenza in tempi ragionevoli dei relativi documenti? Potendo vedere i progetti con molta difficoltà e solo di sbieco (la videoproiezione sarebbe stata eseguita su uno schermo piccolo e su una parete laterale)? Dobbiamo proprio dare ragione a supersilvio quando dice che le leggi in Parlamento potrebbero essere votate solo dai capigruppo?
E i cittadini interessati? Quelli sono proprio ignorati.
Perchè il Comune non pubblica il Piano regolatore, i piani particolareggiati ecc., sul proprio sito Internet? Perchè non prevede che i professionisti impiegati per redarli non predispongano anche un formato adatto alla pubblicazione?

Questa vicenda mi ricorda quella delle assemblee sulla viabilità: sono state indette senza dare in precedenza alcun elemento informativo ai cittadini, creando così sospetti e confusioni; le presentazioni hanno riguardato solo marginalmente il merito, molte proposte non sono state presentate così come le motivazioni di queste; hanno perciò solo fatto crescere ulteriormente i sospetti. Insomma si è fatta una finta opera di consultazione e informazione dei cittadini. Una cosa analoga sarebbe potuta capitare in Consiglio Comunale: chiedere l'approvazione, di fatto a scatola chiusa, del Piano.

E come giudicate il rifiuto dei professionisti a presentare il lavoro svolto? A proposito, sono già stati pagati oppure no? E quanto? E se sono stati così gentili a presentarsi “gratuitamente” (o no?) in consiglio per la presentazione, per quale motivo non hanno proceduto, su richiesta del Sindaco e del Consiglio Comunale, ad un'elementare operazione d'informazione e di trasparenza? La prossima Giunta Comunale chiederà ancora la loro consulenza? Cosa ne pensa l'Ordine degli architetti?

Stiano tranquilli i prossimi amministratori a Polcenigo, chiunque essi saranno, che il tema dell'informazione completa e adeguata, ai cittadini, sarà sotto i riflettori, quantomeno dentro questo blog. E che le parole scritte sui loro programmi saranno lette anche alla fine del loro mandato.

sabato 14 marzo 2009

Polcenigo a rischio terremoto

Dal Messaggero Veneto del 26 febbraio 2009

Terremoti, tre comuni sono a rischio
Terremoti, si salvi chi può. Bollino rosso per il Friuli occidentale. Se dovesse verificarsi un terremoto di una certa entità, potrebbe esserci una strage annunciata. A lanciare l’allarme sulla situazione dell’area compresa fra Sacile, Caneva, Polcenigo è il docente di geologia stutturale dell’ateneo udinese, Adriano Zanferrari che ha aperto ieri a Udine, la 4 giorni di summit dei migliori cervelli, nazionali e internazionali, specializzati nella caccia ai terremoti.
Centocinquanta esperti, provenienti anche da Zurigo, Lubiana, Helsinki, Berna, si sono scambiati le ultime informazioni sulla strategia per prevenire i danni e, prima ancora, la tragica conta dei morti. Il convegno annuale del gruppo italiano di geologia strutturale è promosso dal dipartimento di georisorse e territorio dell’ateneo di Udine. Fra venerdì e sabato i luminari dei terremoti effettueranno anche delle ricognizioni nell’area prealpina per verificare di persona le strutture geologiche locali.
Non è pronto il Friuli occidentale ad affrontare un evento sismico
di medio-alta entità
. La politica è avvisata. «Gli edifici che si trovano nella parte occidentale del Friuli - afferma Zanferrari - hanno urgente bisogno di interventi che rendano antisismica l’edilizia che ha subito il terremoto di Vittorio Veneto nel 1936».
Dopo questo tragico avvenimento - continua il geologo - «si è ricostruito molto alla buona». La previsione è devastante: «Un grosso terremoto, oggi, provocherebbe tante vittime e altrettanti danni». Gli esperti mettono in guardia: «Ci si deve rendere conto dell'urgenza di investire in questi comuni a rischio. Bisogna proteggere le persone». Non è rosea la prospettiva del docente che costata come «finora siano mancati completamente gli investimenti».
La lezione del ’76 non è bastata forse? «Dopo quella data - racconta Zanferrari - tanti edifici distrutti sono stati ricostruiti in modo antisismico, in alcuni casi le strutture non saranno perfette per reggere a un altro 6 maggio in potenziale agguato; in altri casi sicuramente le strutture, se adeguatamente protette, non crolleranno.

Il problema vero è dato dagli edifici storici, dagli edifici pubblici, penso alle scuole vecchie, a tante costruzioni delle nostre città, esterne all’area epicentrale del ’76, che non sono adatte a resistere ad eventi sismici rilevanti».
Tutta l’area che non risulta gravemente danneggiata dal terremoto del ’76 deve essere presa in seria considerazione per una sua rapida messa in sicurezza in previsione di futuri terremoti. Irene Giurovich

domenica 9 novembre 2008

Terzo lotto caserma dei carabinieri.

Sempre cifrette. La Giunta Comunale del 25 agosto 2008 ha approvato il progetto preliminare, relativo alla realizzazione della sede della caserma dei carabinieri, terzo lotto, redatto dall’ing. Umberto Natalucci, dell’importo complessivo di 290 Keuri.
L’intera opera troverà copertura al Cap. 2953, bilancio 2008 (finanziamento entrata con mutuo).
Cosa non si fa per la sicurezza! Ma ci dormiranno qui i Carabinieri? Adesso per trovarli la notte è necessario andare a Sacile o ad Aviano. In futuro lo stesso ma con tanto spazio in più?

550 Keuri di riqualificazione urbana

E adesso parlo di cifrette. La Giunta Comunale ha deliberato il 29 settembre 2008 l'approvazione del progetto preliminare del progetto di riqualificazione urbana, dopo che la Regione FVG ha assegnato un finanziamento di 550 Keuri per programmi di riqualificazione urbana (nota pervenuta in data 13 settembre 2007). Il progetto preliminare è stato redatto dall’arch. Paola Cigalotto e dall'arch. Mariagrazia Santoro di Udine, con il seguente quadro di spesa (cifre approssimate):
A) Lavori a base d’asta
Progetto area Cortivon 284 Keuri
Progetto via Coltura 142 Keuri
per un totale A) di 426 KEuri
B) Somme a disposizione dell’Amministrazione:
1) Spese tecniche 31 Keuri
2) Incentivo Merloni Euro 1,2 Keuri
3) I.V.A. 20% di A) 85 Keuri
4) Oneri occupazione temporanea ed asservimenti 2 Keuri
5) Imprevisti 4,5 Keuri
per un totale B) pari a 124 Keuri
TOTALE COMPLESSIVO 550 Keuri

Ma dove sono i progetti? Fare un bel riassuntino? O un bel collegamento sul sito del Comune ad uno, o più, documenti pdf? In cosa consistono questi lavori?
Perchè cifre come queste fanno impallidire di fronte ai vari finanziamenti concessi per altre attività che ho elencato nei post precedenti.

Percorsi pedonal-fluviali

Riprendo parte di uno dei due commenti che Sara Sanviti ha pubblicato sul post dell'11 ottobre 2007 "Panorama da nascondere? ", che v'invito inoltre a leggere.

" (...) Nel Gorgazzetto si potrà camminare, quindi non ci sarà più l'esigenza di ammirarlo dalla via San Giacomo. Tuttavia, sarebbe opportuno realizzare un percorso che discenda dal colle (tratto esistente) e attraversi il Gorgazzetto per approdare all'isola centrale; da qui attraversi il Gorgazzo in corrispondenza della cascata; dall'isola si possa anche proseguire sopra alle altre due cascate e arrivare alla torretta e quindi, da qui, alla piazzetta della Madonna (tratto pedonabile già realizzato nel letto del Gorgazzetto). Percorsi con illuminazione notturna prodotta nella centrale della torretta.
Chi vorrà investire in questo? Lascio la risposta ai polcenighesi."

venerdì 20 giugno 2008

Contributi (anche) agli stranieri

Dal Gazzettino del 4 giugno 2008
"Contributi per affitti onerosi in maggioranza agli stranieri.
Cresce di anno in anno il numero delle domande presentate da stranieri per ottenere i contributi previsti per l'abbattimento degli affitti troppo onerosi. Un aumento abbastanza uniforme nei sette comuni dell'Ambito distrettuale 6.1, di cui Sacile è capofila (Aviano, Brugnera, Budoia, Caneva, Fontanafredda , Polcenigo e Sacile). Nel 2007 le domande presentate sono state 411. Rispetto all'anno precedente le differenze nei singoli comuni dell'Ambito sono poche. Ad Aviano le domande sono state 65, delle quali 51 idonee (nel 2007 erano state 54), di queste, 39 sono state presentate da stranieri, pari al 60 per cento e 26 da italiani; a Brugnera, 51 le domande, delle quali 41 idonee (nel 2007 erano state 51), 35 di stranieri pari al 69 per cento e 16 di italiani; a Budoia, le domande sono state 8, delle quali 7 idonee (nel 2007 erano state 7), 4 di stranieri e altrettante di italiani; a Caneva, 17 le domande, delle quali 14 idonee (nel 2007, 12), di cui 9 presentate da stranieri (52.9 per cento) e 8 da italiani; a Fontanafredda, 49 le domande, di cui 38 idonee (nel 2007 erano state 36), 32 presentate da stranieri (65.3 per cento) e 17 da italiani; a Polcenigo , 14 le domande, di cui 13 idonee (nel 2007 erano state 13), 8 presentate da stranieri (64.3 per cento) e 6 da italiani. A Sacile, le domando presentate sono state 207, delle quali 183 ritenute idonee (nel 2007 erano state 140): 133 sono state presentate da stranieri (64.3 per cento) e 74 da italiani.
«È importante - sottolinea il responsabile dell'Ambito, Roberto Orlich - il dato sulle domande idonee, circa l'84 per cento di quelle presentate. L'istruttoria curata dall'Ambito - aggiunge - ha messo infatti in evidenza la presenza di molte domande incomplete senza i principali requisiti previsti dal bando regionale». Per la maggior parte, le domande non idonee riguardano proprio gli stranieri, viziate dalla mancanza di permesso di soggiorno almeno biennale o perché disoccupati. Ora le domande saranno trasmesse alla Regione assieme a tutti i dati riepilogativi e non appena saranno stanziati i fondi, i relativi contributi saranno liquidati. M.S.".

Ma a sentire molte persone i contributi non dovrebbero essere dati agli stranieri, ma "prima gli italiani". Secondo queste persone (la maggioranza secondo le ultime elezioni e secondo quanto si sente dire in giro) gli stranieri servono, ma solo per lavorare. Meglio che non abbiano famiglia: i bambini stranieri creano solo problemi nelle nostre bianche classi, i figli delle badanti le distolgono dal nonno e hanno anche bisogno di mangiare e dormire. Una prostituta è molto meglio che non abbia famiglia, che altrimenti potrebbe anche far venire i sensi di colpa agli utenti. Bene fanno alcuni cinesi a dormire direttamente dove lavorano, così si risparmia sui contributi per l'alloggio. Bravo il nuovo governo a inasprire le norme sui ricongiungimenti familiari. Per poi subito dopo dire che è insopportabile vedere gli stranieri che vivono sotto i ponti, in alloggi precari, in condizioni indecenti, a rischio di malattie, inondazioni, ecc.
Ma qui bisogna decidersi: abbiamo bisogno o no di badanti, muratori, operai? Dobbiamo far vivere o no queste persone in condizioni decenti? Hanno diritto o no di farsi una doccia? Sono esseri umani dotati di diritti e doveri e bisogni o no? I bambini hanno diritto o no di crescere in case decenti? E quindi un contributo per l'affitto possono riceverlo o no? O dobbiamo solo difendere gli interessi degli italiani proprietari di case?
Che poi sarebbe interessante capire a quanto ammontano questi contributi ogni anno. Sono sicuro che sono una piccola frazione di quanto si spende per una caserma dei carabinieri nuova.

sabato 5 gennaio 2008

camion + treno ?

Cerco di fare un collage di alcuni commenti e articoli per vedere se qualcuno riesce a chiarire meglio la questione del trasporto di materiale estratto dalle cave di Caneva fino alla stazione di Santa Lucia di Budoia, dato che credevo che l'argomento fosse quantomeno sospeso.

Il Gruppo "Rinnovamento" di Polcenigo ha trascritto l'articolo del 2 gennaio 2008 apparso sul Messaggero di Pordenone: "BICARBONATO DI CALCIO: A SANTA LUCIA SI TEME UN FORTE INQUINAMENTO - Budoia. sarà utilizzata la stazione.
Polemiche a Santa Lucia di Budoia e preoccupazione a dosi massicce tra i residenti dopo l'ok della Regione all'uso della storica stazione locale per il carico e il trasporto di bicarbonato di calcio estratto dalle cave di Caneva: "Non c'è chiarezza sull'operazione - protestano alcuni residenti -Vogliamo essere informati. Entro pochi mesi potrebbero passare cento camion ogni giorno sulle nostre strade. faremo una assemblea pubblica entro metà gennaio". Inquinamento acustico e polveri sottili in aumento nell'oroscopo 2008 a Santa Lucia. Una cinquantina le firme raccolte in pochi giorni per mettere in agenda la prima assemblea dei residenti: volendo, ci sono 60 giorni di tempo per fare opposizione alla delibera regionale. "Ci preoccupa l'effetto dello smistamento delle polveri di carbonato di calcio, perchè la stazione è a 200 metri dalle nostre case - fanno quadrato sulla questione dall'hinterland di Budoia. La qualità della vita va protetta ed essere informati è un nostro diritto sacrosanto.". L'iniziativa privata che ha ottenuto il via libera dalla regione Regione prevede l'estrazione 3 milioni 850 mila metri cubi di carbonato da calcio in 20 anni. " Si abbasserà di 25 metri la collina di Caneva, in un area di 15 ettari - fanno i conti i budoiesi -: Il materiale servirà un cementificio: esclusa la prima ipotesi di Torviscosa, dove si era costituito un comitato del no, vorremmo sapere quale sarà . Dovesse finire a Mestre, che senso avrebbe farlo transitare per la nostra stazione di Santa Lucia ?".
Un problema di viabilità e di impatto ambientale per i residenti. "Chiediamo chiarimenti sull'applicazione della delibera regionale 2.863 del 23 novembre 2007 - è l'appello. Tutta la popolazione vuole seguire l'evoluzione della vicenda". Sembra escluso il trasporto del carbonato di calcio dalla Cava di Caneva sull'asse viario Fiaschetti - Sacile e la soluzione Santa Lucia di Budoia alza il tasso di dissenso. Non è stata esclusa la costituzione di un apposito comitato."

Odino Steffan (consigliere comunale di minoranza a Polcenigo) il 5 gennaio sostiene che "La regione con delibera N° 2863 del 23.11.07 ha di fatto autorizzato il trasporto di 10.000 quintali (giornalieri) di materiale “stabilizzato” estratto dalla cava di Sarone, fino alla stazione ferroviaria di S. Lucia di Budoia. Per essere precisi, sulla delibera non è specificato che i camion devono passare per la nostra pedemontana ma di fatto vieta il passaggio per il centro abitato di Fiaschetti con conseguenza che l’unica via possibile per raggiungere la stazione di S.Lucia è la strada “pedemontana” (...) Un centinaio di camion sovraccarichi di bicarbonato di calcio che passano sopra le sorgenti del Livenza attraversando Coltura-Gorgazzo-Range per arrivare alla S.P. della Roiatta a Budoia non sono di certo salutari sotto tutti i punti di vista (polveri sottili, viabilità sovraccaricata , inquinamento acustico ecc.) .
Considerato che con questa nuova delibera sono cadute le prescrizioni che vincolavano l’intera operazione alla apertura del cementificio di Torviscosa non è da escludere che il materiale trasportato a S. Lucia non abbia già altre destinazioni."

Sui giornali locali sono apparsi già alcuni altri articoli da cui sembrava che l'argomento fosse sospeso, almeno fino alla futura prossima Giunta Regionale. E se non sbaglio entrambe le Amministrazioni di Budoia e di Polcenigo si erano opposte.
Un anonimo aveva infatti riportato sul post "Rotonda sul Gorgazzo e non solo" il seguente commento:" dal messaggero veneto del 16 novembre : "Cementificio di Torviscosa: ritirato il nuovo progetto" Riassumo i punti salienti dell'artico (...): La Cementi Nord Est srl del Gruppo Grigolin in data 14 novembre ha inviato lettera al Sindaco di Torviscosa nella quale dice che " ha verificato che non sussistono i presupposti per una compiuta valutazione del nuovo progetto in mancanza di alcuni elementi di analisi e pertanto ritira il progetto ". PERTANTO TUTTO BENE ? No, perchè resta in piedi il ricorso al TAR per il primo progetto più impattante. Secondo alcuni "questa inversione di rotta pare alquanto strana" e " questa è una manovra in vista delle elezioni regionali, passate queste la Grigolin ritornerà alla carica".

Vedete anche a proposito i post e i relativi commenti del 29 novembre 2007 "Comunicato stampa della Provincia: cava di Caneva e pista ciclabile.", del 26 ottobre 2007 "Pedemontana camionabile".

giovedì 11 ottobre 2007

Panorama da nascondere?

Sono venuto a conoscenza solo di recente dell'ampliamento edilizio in programma per il fabbricato in Via San Giacomo 6 a Polcenigo, nel "centro storico" o "borc" (devo scriverlo con la k?). I problema è che tale ampliamento, per quanto ne so in accordo con le previsioni del piano particolareggiato (!), priverebbe il centro di Polcenigo di un punto panoramico tra i più caratteristici.
Prima che scompaia, iniziate la salita verso la chiesa di San Giacomo ed il Castello; improvvisamente, alla fine del fabbricato sulla destra, lo sguardo viene catturato dall'immagine dell'acqua che forma le "Cascate di Polcenigo": parecchi secoli fa chi ha costruito il "Gorgazzetto" ha risolto in questa maniera, così spettacolare, il problema di smaltire l'acqua in eccesso.
Gli abitanti si fermano, i turisti sostano e fotografano questo panorama unico e irripetibile. Si sono succeduti anche numerosi pittori a catturare questa immagine, con il cavalletto sistemato per ore in quella posizione. Ora c'è la concreta possibilità che questo spettacolo venga oscurato.
Mi chiedo come sia stata possibile la previsione urbanistica che lo consente e anche quale sensibilità verso il paese possa avere chi volesse togliere questo panorama unico per quella che pare una banale speculazione edilizia.