lunedì 14 febbraio 2011
Se non ora, quando? Parte seconda
Razionalmente si può rispondere innanzitutto riaffermando la pari dignità, il rispetto per tutti, i pari diritti e doveri di ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di nascita. Ma Narduzzi evidentemente ignora, tra tante cose, anche la Costituzione italiana.
Emotivamente lo schifo mi viene quando penso a quei numerosi ragazzi e ragazze, ghanesi, rumeni, albanesi, marocchini, congolesi, indiani... che conosco e vedo tutti i giorni innanzitutto nella scuola in cui lavoro, che sono nati o hanno vissuto gran parte della loro vita in Italia, che hanno i loro amici, la famiglia, le speranze di futuro proprio in Italia. Che hanno vissuto e vivono tra mille difficoltà e traversie relazionali, economiche, affettive. Hanno i genitori, i fratelli, le sorelle, con contratti a termine, ricattati a causa della legge Bossi-Fini, che sono già adesso i primi ad essere licenziati con la crisi; anche Narduzzi lo sa, ma evidentemente gode a proseguire la sua campagna razzista di odio.
Ma sono molte le persone che dimostrano solidarietà con questi ragazzi, che li trattano con umanità, con amicizia, con affetto. Che li aiutano nei momenti di crisi. Si formano reti di solidarietà che 1000 Narduzzi non basteranno a sopprimere, perchè non è vero che quelli come lui sono capaci di leggere il territorio, che rappresentano la maggioranza. Sono semplicemente arroganti e senza umanità.
Sono loro che devono essere mandati a casa. Se non ora, quando?
domenica 14 marzo 2010
Razzisti a Sacile?
CONTRO IL RAZZISMO, PER UNA NUOVA CONVIVENZA
Interverranno:
- Abdou Faje, responsabile regionale per l'immigrazione della CGIL-FVG
- Mauro Marra, presidente Associazione Immigrati di Pordenone
- Padre Octavian Schintee, parroco della chiesa ortodossa romena di Pordenone
- Gianni Zanolin, Assessore alle politiche sociali del Comune di Pordenone
Cari sacilesi (pochi), ma non solo, che leggete questo blog, scollatevi dai divani e partecipate a questo incontro. Le esperienze e le competenze dei relatori potranno permettere di scoprire situazioni, attività, proposte che quantomeno non potranno lasciare indifferenti.
domenica 28 febbraio 2010
24 h senza di noi
"Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà."

lunedì 30 novembre 2009
Torna il morbo della mucca pazza
Libertà religiosa? Rispetto delle minoranze? Integrazione degli immigrati? Convivenza civile? Tutte stronzate (termine sdoganato dal presidente della Camera). La maggioranza può fare quello che vuole! E chi non è d'accordo? E' antipatriottico e come tale va punito.
Ma che bel mondo nuovo che ci stiamo costruendo. Dio (solo quello cristiano), Patria (ognuno a casa propria) e Famiglia (quella allargata che comprende le prostitute, ops escort, ma non le coppie di fatto e le famiglie gay).
E' una notizia locale di Polcenigo? No, ma mi ha indignato (si può dire questa parola?) tanto!
(foto de Il Sole 24 ore)
giovedì 25 giugno 2009
Manifestazione per i diritti di tutti a Udine
"Sentiamo l’esigenza e l’urgenza di ritrovarci, di denunciare, di dichiarare con forza alcuni NO e di affermare alcuni SI in modo partecipato, pubblico, nella pluralità di culture, lingue, religioni.
L’interdipendenza planetaria, i diritti umani e la sicurezza uguali per tutte/tutti che abitano il Pianeta rendono evidenti chiusure e aggressività nei confronti dei poveri, dei deboli, degli stranieri.
Ø La crudeltà dei respingimenti che hanno violato i diritti umani, la Convenzione di Ginevra, la Costituzione;
Ø Il decreto sicurezza criticato anche dal Consiglio Superiore della Magistratura;
Ø le pretestuose decisioni di chiusura di ambulatori medici al servizio di cittadini italiani e stranieri anche irregolari, in contrasto con la Costituzione e l’attuale legge sull’immigrazione Bossi-Fini;
Ø la proposta di legge regionale n. 39 (“Narduzzi e altri”) che prevede almeno quindici anni di residenza in regione per l’accesso alle prestazioni sociali:
tutto ciò crea un clima generale di discredito della libertà, dei diritti universali, della democrazia, di irrisione del Parlamento e delle Istituzioni, di comportamenti irriverenti dell’etica del bene comune e ci portano a dire CON SDEGNO ETICO, CON FORTE IDEALITA’, CON IMPEGNO CONCRETO
Ø NO ad un welfare regionale che discrimini minori, studenti e famiglie in base alla loro provenienza
Ø NO ai contenuti demagogici del DdL Sicurezza
Ø NO a razzismo, xenofobia e discriminazioni
Ø SI' ad un welfare che promuova l’integrazione e la coesione sociale, i diritti alla protezione dell’infanzia, il diritto allo studio e al sostegno alle famiglie, che sono diritti di tutti
Ø SI' ad ogni diritto di cittadinanza
Ø SI' ad un’Italia che rispetti il diritto d’asilo
Ø SI' ad una Regione e ad un Italia in cui la sicurezza sia un bene per tutti e si garantisca con la crescita culturale di ciascuna e ciascuno.
Ore 16.00 ritrovo in Piazza San Giacomo;
Ore 16.45 corteo attraverso il centro fino a Piazzale Venerio, con interventi di migranti, associazioni, sindacati e del Sindaco di Udine
L'iniziativa è promossa dalla Rete Diritti di Cittadinanza FVG, Centro Balducci, CGIL, ACLI, RdB-CUB, Associazione Immigrati di Pordenone, Donne in Nero-Ud, Associazioni “La Tela” e “Officina del Mondo”-Ud."
mercoledì 3 giugno 2009
A Pordenone, manifestamente
L’accesso alle strutture sanitarie (ospedaliere e territoriali) dello Straniero Temporaneamente Presente non comporta alcuna segnalazione (o denuncia) all’autorità da parte del personale presente nella struttura (comma 5 art. 35 T.U.).
Ma l’eventuale nuovo “reato” di clandestinità (se sarà approvato al Senato il DDL "Sicurezza”) potrà creare conflitti tra queste due norme oltre a numerosi altri problemi come quelli all’anagrafe per la registrazione dei figli dei non regolari. Perciò:
- contro la chiusura dell’ambulatorio STP di Pordenone e degli altri in regione;
- contro i contenuti demagogici del DdL Sicurezza;
- per un’Italia che rispetti il diritto d’asilo;
- contro razzismo, xenofobia e discriminazioni;
partecipiamo giovedì 4 giugno 2009 a Pordenone,
- alle seiemezza al presidio in Piazza Cavour con interventi di migranti, operatori socio-sanitari, associazioni e sindacati;
- alle settemmezza al corteo attraverso il centro fino all’Ospedale.
L'iniziativa è promossa dalla Rete Diritti di Cittadinanza FVG, Centro Balducci, Associazione Immigrati di Pordenone, CGIL, CISL, UIL, RdB-CUB, ACLI, Donne in Nero-Ud, ARCI
Grazie a Barbara Giannelli per la segnalazione.
Come riportato dal Messaggero Veneto del 31 maggio, presso l’ex convento di San Francesco, il 3 giugno alle 21, si terrà "un incontro pubblico, al quale prenderanno parte Paola Marzinotto del comitato "Noi non segnaliamo" di Pordenone, Salvatore Di Giacomo, medico dell’ambulatorio immigrati cittadino, Vincenzo Romor, vicepresidente dell’Ordine dei medici provinciale, e Gianfranco Schiavone, presidente dell’Ics di Trieste e componente del direttivo nazionale dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.
«La chiusura dell’ambulatorio Stp – ha affermato Faye (ndb: CGIL di Pordenone)– costituisce un pericoloso precedente, dal momento che anticipa l’entrata in vigore di una norma non ancora approvata». Negro (ndb: Rete diritti cittadinanza FVG) ha definito tale chiusura «un pesante attacco ai diritti delle fasce più deboli della popolazione. Sinora, abbiamo raccolto oltre duemila firme contro la legge regionale che porta la firma del consigliere della Lega Nord Danilo Narduzzi: la mobilitazione proseguirà. Lo stop alle attività del centro Stp è incomprensibile, dal momento che il suo funzionamento comportava una spesa annuale inferiore ai 3 mila euro».
Pigozzo (ndb: CGIL regionale) ha posto una domanda a governo centrale e regionale: «A chi giova una legge di questa natura? Mi chiedo poi che decisioni vengano assunte contro i "clandestini fiscali", evasori che beneficiano del servizio sanitario senza pagare le tasse». (m.p.)"
giovedì 21 maggio 2009
Caritas vs Lega Nord
Irregolari, l’ambulatorio è a rischio. Il vertice del Santa Maria degli
Angeli non è più disponibile a ospitarlo nei suoi padiglioni.
Di ufficiale non c’è ancora nulla, ma l’ambulatorio al Santa Maria degli Angeli dove da due anni si curano nell’anonimato gli stranieri irregolari che non sono in possesso del permesso di soggiorno, tra poco tempo potrebbe chiudere. Oppure trovare una nuova sede. Come dire, insomma, che il vertice del Civile potrebbe sollevare la questione chiedendo a Caritas e Ass 6, le altre due strutture che hanno firmato la convenzione, di cercare una sede alternativa.
Non ci sarebbe più, dunque, la disponibilità ad ospitare come accade ora, l’ambulatorio dei clandestini in uno dei padiglioni del Santa Maria degli Angeli. La questione sarà affrontata oggi, nel corso di un incontro che il direttore Paolo Saltari terrà con l’omologo dell’Ass 6, Nicola Delli Quadri e il direttore della Carits, Paolo Zanet.
Nel corso della riunione, dunque, dovrà essere trovata una soluzione per il futuro soprattutto alla luce del fatto che tra qualche settimana il Senato potrebbe dare il via libera al pacchetto sicurezza. In quel momento, dunque, sarebbe contemplato dal codice penale anche il reato di clandestinità. In ospedale potrebbero sorgere problemi per il personale con la presenza dell’ambulatorio. Se da un lato, infatti, i medici sono esentati dall’obbligo della denuncia, non sarebbe così per infermieri e personale amministrativo.
La direzione del Santa Maria degli Angeli, insomma, potrebbe ritenere necessario chiudere l’ambulatorio per evitare questioni, almeno quanto sarà attivo il reato di clandestinità. Un problema, dunque, perchè trovare una nuova struttura non sarà facile vista la carenza di spazi e soprattutto potrebbe non essere sicura da un punto di vista sanitario.
Ma non è ancora tutto. Sempre da indiscrezioni anche se il vertice ospedaliero ha rinnovato da poco la convenzione con Ass 6 e Caritas per tenere aperto l’ambulatorio, la disdetta potrebbe arrivare proprio nell’incontro di oggi. Il trasloco potrebbe avvenire tra qualche settimana dopo che il Senato avrà approvato il pacchetto sicurezza.
Ovviamente c’è anche un risvolto politico della vicenda. A premere sull’acceleratore è stata senza dubbio la Lega che ha chiesto, già da tempo, la chiusura del servizio affermando che i padani locali erano anche disponibili a denunciare gli stranieri che si recavano nell'ambulatorio. Una pressione forte, dunque, che potrebbe essere arrivata pure al vertice ospedaliero. Non a caso l’altro giorno il capogruppo in Regione, Danilo Narduzzi, ha presentato una dettagliata interrogazione sulla vicenda. Oggi il giorno della verità. Loris Del Frate
sabato 18 aprile 2009
Quando i rumeni eravamo noi
sui clandestini italiani a Bucarest, sul racket dei bambini mendicanti, sui terroristi anarchici italiani.
Incontro sull'immigrazione a Polcenigo
L’incontro è promosso dal gruppo “Polcenigo aperta”, con l’adesione del Centro “Ernesto Balducci” di Zugliano e del Circolo ARCI “Porto Alegre” Pedemontana Occidentale.

All’iniziativa interverrà Don Pierluigi Di Piazza (foto a destra), presidente del Centro “E. Balducci”, che parlerà della “Cultura dell'immigrazione in Friuli Venezia-Giulia: tra paure, accoglienza e razzismo”.
A seguire interverrà Gianni Zanolin (foto a sinistra), Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pordenone, che illustrerà, alla luce della propria esperienza amministrativa, l’impiego degli “Strumenti di sostegno
Infine Didier Manga, vice presidente dell'associazione “Sacile Mondo Insieme”, affronterà le “Problematiche relative all'integrazione e all'attuale situazione economica”.
Anche a Polcenigo, come nel resto del territorio del pordenonese, il numero di stranieri presenti è rilevante e non deve più essere trascurato. La scarsità di interventi di inclusione sociale, l’aumento di norme discriminatorie e la parallela amplificazione di singoli episodi con al centro gli stranieri, fanno aumentare una diffusa “percezione” di insicurezza e di paura che rischia di diventare senso comune. Una simmetrica insicurezza può essere letta in molti stranieri che vivono pacificamente ma che si vedono colpevolizzati solo a causa di un differente luogo di nascita.
Inoltre la crisi economica sempre più diffusa può favorire l’imbocco di scorciatoie, tragicamente già viste in Europa, che portano a penalizzare settori della popolazione per qualche ragione “diversi”. La criminalizzazione degli stranieri che si trovano in posizione irregolare è l’avvio di una di queste strade pericolose.
Il gruppo “Polcenigo aperta”, che si è da poco formato, intende affermare, a partire dai bambini, l’interesse comune alla convivenza civile, a scuola, nella vita delle comunità locali, sui luoghi di lavoro, nelle attività sociali. Questo non significa chiudere gli occhi di fronte ai problemi, ma affrontarli adeguatamente nel rispetto della dignità di ogni persona, aumentando la sicurezza di ognuno di noi, indicando le esperienze positive in atto.
Siamo tutti invitati a partecipare!
venerdì 20 marzo 2009
Per una regione d'accoglienza, diritti e pari opportunità
"La Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, l'Associazione Immigrati di Pordenone, assieme alle comunità e chiese dei migranti presenti in città, invitano associazioni, enti locali, forze politiche, sociali e culturali, ad un incontro Sabato 21 marzo dalle ore 15 alle ore 17 presso l'AUDITORIUM della Regione, a Pordenone in via Roma (dietro il Teatro Verdi, zona mercato), per presentare il documento:
Per una regione d’accoglienza, diritti e pari opportunità
Partecipa all’incontro don Pierluigi Di Piazza, della Rete per i diritti di cittadinanza del FVG c/o Centro Balducci di Zugliano.
La Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, nata nel settembre 2008 dopo le prime iniziative contro le abrogazioni della LR 5/2005 del Reddito di cittadinanza, del Difensore civico e del Tutore dei minori, è un gruppo, composto da donne e uomini esponenti di associazioni, operatori dei servizi, persone impegnate nel sociale, migranti, che promuove e difende uguali diritti e uguali opportunità per tutte e tutti.
La LR n. 5/2005, considerata a livello nazionale un modello delle politiche d’inclusione sociale, era nata da un processo di partecipazione di centinaia di esponenti di associazioni ed enti, migranti. Contro la sua abolizione oltre cinquanta realtà regionali hanno subito sottoscritto una lettera al Presidente e all’ Assessore competenze della Regione.
Nei mesi successivi si sono moltiplicate, ovunque in Italia, aggressioni e violenze a sfondo razziale e si è diffuso un clima di intolleranza e razzismo. Governo e amministrazioni locali hanno adottato norme discriminatorie col pretesto di rispondere alla domanda di sicurezza.
La Rete per i diritti di cittadinanza FVG, assieme a diverse altre realtà, ha promosso varie iniziative tra cui un convegno regionale per:
- manifestare e motivare opposizione alle scelte legislative della Regione;
- presentare proposte basate anche sulle esperienze positive sviluppate;
- chiedere un dialogo e un confronto con il governo regionale.
E’ stato steso un documento conclusivo che sintetizza priorità e proposte. Vuole essere base di un confronto reale sul tema dell’immigrazione per costruire un futuro di convivenza e rispetto reciproco fuori da ogni logica di falsa emergenza, paura, incertezza o peggio discriminazione e razzismo, insomma per sconfiggere, tanto più in una fase di crisi economica e sociale, ogni insicurezza."
domenica 9 novembre 2008
Imbecilli, coglioni e muti
martedì 28 ottobre 2008
Chi è più pericoloso?
Ha sostenuto che (se non ricordo male, correggetemi se sbaglio), se dei controlli devono essere fatti sugli italiani che aderiscono all'associazione, questi devono essere doppi sugli stranieri.
A casa mia (come si dice... "padroni a casa propria"...) questo si chiama razzismo (dizionario De Mauro, definizione estensiva di razzismo: "ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica".
Non capisco proprio perchè delle persone che faticano come e più di molti per sbarcare il lunario, che contribuiscono al PIL italiano ed alle tasse in modo più che proporzionale alla loro presenza, che puliscono il sedere ai nostri anziani perchè molti italiani possono (per quanto ancora?) permettersi di non farlo, non possano quantomeno essere rispettati quanto gli italiani doc.
venerdì 11 luglio 2008
Incontro a Budoia sui rifugiati ad Aviano
Vi parteciperanno:

Don Pierluigi Di Piazza (in foto), parroco di Zugliano, fondatore e direttore del centro di accoglienza "Ernesto Balducci";
Stefano Del Cont Bernard, Sindaco di Aviano;
Don Adel Nasr, Parroco di Budoia.
Testimonieranno inoltre alcuni richiedenti asilo ospiti presso lo Ial di Aviano.
L'incontro è svolto con la collaborazione del Clan Aquapendente Agesci di Aviano.
Complimenti all'amministrazione di Budoia, per questa occasione di incontro. Non sarebbe neanche male che quella sera ci fosse anche uno scontro (comunque nell'ambito della civiltà), con chi probabilmente non la pensa come Di Piazza.
Dieci sacerdoti del Friuli Venezia Giulia, don Pierluigi Di Piazza per primo, e uno del Veneto, hanno stilato una «lettera aperta a tutta la comunità in cui evidenziano l'importanza di pronunciarsi. Nel corso di un incontro, al centro Balducci di Zugliano, i parroci hanno ribadito che «in questo clima persecutorio è necessario fare un passo per creare delle coscienze... ...Clandestinità non è sinonimo di criminalità»
giovedì 10 luglio 2008
Rifugiati ad Aviano, ovvero la produzione della paura.
Mercoledì 2 luglio si viene a sapere che arriveranno ad Aviano 250 stranieri che hanno richiesto lo status di rifugiati politici. Circa 120 saranno alloggiati presso la scuola alberghiera dello Ial sulla strada per il Piancavallo e altri 130 presso l’albergo Doimo, ora chiuso per mancanza di clienti (gli americani alloggiano nelle nuove e meno costose strutture all’interno della base). L’accordo è stato fatto direttamente tra il ministero dell’interno (Maroni, Lega Nord) e l’EFA (Ente Friulano di Assistenza, presieduto da Don Luigi Fabbro), senza contattare né la Regione né il Comune. La permanenza sarà da due a sei mesi (fino alla fine del 2008). I richiedenti asilo non possono essere reclusi nei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) perché viene avviata una procedura particolare per il riconoscimento o meno dello status di rifugiati, da svolgersi entro sei mesi. Sono persone già identificate, di cui si conosce lo Stato di provenienza. Gli viene concesso un permesso di soggiorno temporaneo; saranno liberi di muoversi, potranno cercare un lavoro, avranno diritto a vitto ed alloggio, alle cure sanitarie, a telefonare due volte a settimana ai familiari, al vestiario, ai beni di prima necessità. Giovedì 3 luglio ecco le prime forti reazioni. La Lega Nord locale insorge e accusa l’EFA che ha gestito la trattativa “assolvendo” Maroni. L’assessore regionale alla sicurezza Federica Seganti sostiene “Siamo arrivati al business dei clandestini: oramai c’è chi offre pacchetti all inclusive… Penso si sia diffuso un tam tam e che sia diventata una moda dichiararsi rifugiati politici perché si accede a normative più clementi… Noi abbiamo altre priorità e altri problemi”. Dusy Marcolin (AN) sostiene “la preoccupazione è tantissima… soprattutto di ordine pubblico per la sicurezza”. Sandro Della Puppa (PD) “ … la gestione dell’ospitalità deve essere improntata a una logica che eviti di ghettizzare e di scaricare su una sola comunità l’onere dell’assistenza”, per poi accusare la Lega Nord e portare a 300 il numero di stranieri. Il sindaco, Stefano Del Cont (PD): “Sono letteralmente indignato… ci avessero avvertiti per tempo avremmo concordato e preparato”. Rifondazione comunista accusa il Ministero per queste scelte emergenziali e sostiene che queste persone dovrebbero essere distribuite in almeno 10 comuni in Regione.
Venerdì 4 luglio si viene a sapere che gli stranieri appartengono a una decina di nazionalità: la maggior parte africani (Nigeria, Ghana, Togo, Somalia, Etiopia) ma anche asiatici (Pakistan, India, Iraq, Afghanistan).
Allo IAL arrivano i primi 117 stranieri. Il giorno dopo avrebbero dovuto arrivare gli altri nell’albergo Doimo ad Aviano. Negli stessi giorni si susseguono le manifestazioni, davanti all’albergo Doimo (organizzate dalla Lega) e in Comune (incatenamenti compresi). Anche Rifondazione organizza presidi davanti l'albergo Doimo e davanti al Comune.
A quanto pare volano parole grosse contro gli stranieri (“bestie”) contro Doimo e contro Don Fabbro (se qualcuno ne sa di più sarebbe utile che lo scrivesse). La stessa assessore Seganti sostiene “Le proteste e gli atti incivili scaturiti dalla vicenda non sono giustificabili… siamo chiamati tutti a dei piccoli sacrifici, come quello di accettare la collocazione temporanea in strutture predisposte anche nella nostra regione di persone che si sono lasciate alle spalle situazioni terribili e sono in attesa di conoscere l’esito delle rispettive richieste di asilo”.
Sempre venerdì 4 il Ministero fa marcia indietro e comunica che non arriveranno più gli stranieri all’albergo Doimo, mentre gli altri rimarranno solo fino al 31 agosto. Sabato 5 si tiene il Consiglio Comunale d’urgenza; Berto (opposizione di destra):” Questa è la vittoria della gente e la sconfitta di un certo tipo di amministrazione. I nostri cittadini, per sensibilizzare l’opinione pubblica, sono stati costretti a occupare il Municipio incatenandosi. E’ a tutti loro che dobbiamo dire grazie”.
Domenica 6 nuovo Consiglio, per approvare l’ordine del giorno in cui si esprime parere contrario all’attuazione del piano come previsto dall’accordo tra ministero ed EFA e di “sviluppare un piano di valutazione” per l’ingresso del Comune di Aviano nel "sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" (promosso dal Ministero dell’Interno, ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani, vedi anche il rapporto dell'ANCI), previsto dalla legge 189/2002, per dare la disponibilità ad accogliere un numero minore di richiedenti asilo. Tanto per mantenere alta la tensione, Frizzi (del gruppo di Berto) parla di “pericoli d’infiltrazioni di terroristi islamici tra i cittadini stranieri ospitati allo IAL”.
Invece il parroco di Aviano don Lorenzo Barro ha ricordato che il rispetto verso le persone non deve mai mancare, che se anche non si condivide il metodo scelto per gli arrivi, le offese alle persone non sono mai tollerabili; parlare di bestie è quindi del tutto fuori luogo.
Infine venerdì 10 il consiglio d’amministrazione dell’EFA deciderà in quale struttura (Lignano o le colonie di Piani di Luzza) trasferire i rifugiati ospitati allo Ial dal primo settembre. Mentre don Fabbro se la prende anche con l’inerzia dei vescovi di Pordenone e Udine.
Le mie considerazioni. Non mi appassionano le reciproche accuse che strumentalizzano a fini elettorali quanto sta accadendo (la Lega che accusa l’amministrazione di Aviano di essere troppo morbida, Rifondazione che accusa la Lega di essere l’unica responsabile della situazione creata, ecc). Sembra quasi che ci si trovi in una situazione d’emergenza, come se fosse sorta una settimana fa la necessità della gestione dei richiedenti asilo. Ma il comportamento del ministero ha realmente creato l’emergenza, ha creato il caso. Ha trattato come sudditi le comunità locali, ha ignorato le prevedibili ripercussioni sul territorio.
Quindi quello che avrebbe potuto essere trattato come normale amministrazione (la legge sui rifugiati è di 6 anni fa, il Sistema di protezione ha diversi anni) è stato amplificato creando una spirale di generazione di paura da parte anche di politici locali (parlando di finti rifugiati, di pericolo di terrorismo, ringraziando chi s’è incatenato in Municipio, usando toni e parole forti). Gli estremisti locali (e anche se sono padri o madri di famiglia restano estremisti e razzisti) sono stati così gratificati. La famosa “percezione di insicurezza” è stata così accresciuta enormemente, diventando senso comune.
La Lega “di governo” ha creato le condizioni perché le idee della Lega “di lotta” diventino predominanti; un conflitto solo apparente. La cultura sempre più vincente è che clandestini, immigrati, rifugiati, che delinquano o meno, bambini e adulti, donne o uomini, africani o asiatici (ma non americani) sono tutti da respingere.
Nel 2001 Aviano è stato il comune capofila con Roveredo, Caneva e Montereale in un progetto d’accoglienza e integrazione per rifugiati, ma l’esperienza è stata presto dimenticata, forse proprio perché svolta in maniera discreta e senza suscitare allarmismi (Polcenigo era fuori, chi c’era nel 2001? L’amministrazione Del Puppo? Strano che non abbiano pensato anche a una rete elettrificata intorno al Comune). Tramite l’opera dell’associazione Nuovi Vicini sono stati accolte nel pordenonese 160 persone provenienti da 16 paesi (kurdi, kosovari, ecc.), senza espropriare la seconda casa di nessuno.
Non possiamo più pensare di essere un’isoletta felice (Brigadoon diceva Luciano), non siamo più la frontiera con l’est; siamo immersi nel mondo, dove accade anche che proprio oggi nove bambini, tra i 9 mesi e i 4 anni sono morti per il caldo e la disidratazione mentre tentavano di raggiungere la costa spagnola dal Nordafrica. Cosa ne pensano quelle brave persone che si sono incatenate nel Municipio, che era meglio sparargli prima così non soffrivano (eliminando anche le tre donne incinte che così se ne eliminano sei in un colpo) o che invece anche le nostre istituzioni locali hanno il dovere di affrontare il problema? Ogni essere umano ha il diritto di esistere ed essere rispettato o no?
La proposta. Che l’amministrazione di Polcenigo s’attivi subito (ass. Ianna) perché siano rimosse le reti elettrificate mentali e si entri a far parte del "sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" (ma non di “sviluppare un piano di valutazione” come ad Aviano, modo elegante per non affrontare veramente il problema). Perché se fossero arrivati dopo tutto quel casino i 40 stranieri presso l’albergo Da Stale (come aveva concordato Don Fabbro prima che il Ministero annullasse il secondo invio) avremmo avuto gli incatenati nel Borc. Mettere la testa sotto la sabbia serve solo a generare paura, emergenza, caos, che non credo siano la soluzione ottimale per Polcenigo come per qualsiasi paese nel mondo. Brigadoon non riapparirà più (tranne che in dvd).
venerdì 20 giugno 2008
Contributi (anche) agli stranieri
"Contributi per affitti onerosi in maggioranza agli stranieri.
Cresce di anno in anno il numero delle domande presentate da stranieri per ottenere i contributi previsti per l'abbattimento degli affitti troppo onerosi. Un aumento abbastanza uniforme nei sette comuni dell'Ambito distrettuale 6.1, di cui Sacile è capofila (Aviano, Brugnera, Budoia, Caneva, Fontanafredda , Polcenigo e Sacile). Nel 2007 le domande presentate sono state 411. Rispetto all'anno precedente le differenze nei singoli comuni dell'Ambito sono poche. Ad Aviano le domande sono state 65, delle quali 51 idonee (nel 2007 erano state 54), di queste, 39 sono state presentate da stranieri, pari al 60 per cento e 26 da italiani; a Brugnera, 51 le domande, delle quali 41 idonee (nel 2007 erano state 51), 35 di stranieri pari al 69 per cento e 16 di italiani; a Budoia, le domande sono state 8, delle quali 7 idonee (nel 2007 erano state 7), 4 di stranieri e altrettante di italiani; a Caneva, 17 le domande, delle quali 14 idonee (nel 2007, 12), di cui 9 presentate da stranieri (52.9 per cento) e 8 da italiani; a Fontanafredda, 49 le domande, di cui 38 idonee (nel 2007 erano state 36), 32 presentate da stranieri (65.3 per cento) e 17 da italiani; a Polcenigo , 14 le domande, di cui 13 idonee (nel 2007 erano state 13), 8 presentate da stranieri (64.3 per cento) e 6 da italiani. A Sacile, le domando presentate sono state 207, delle quali 183 ritenute idonee (nel 2007 erano state 140): 133 sono state presentate da stranieri (64.3 per cento) e 74 da italiani.
«È importante - sottolinea il responsabile dell'Ambito, Roberto Orlich - il dato sulle domande idonee, circa l'84 per cento di quelle presentate. L'istruttoria curata dall'Ambito - aggiunge - ha messo infatti in evidenza la presenza di molte domande incomplete senza i principali requisiti previsti dal bando regionale». Per la maggior parte, le domande non idonee riguardano proprio gli stranieri, viziate dalla mancanza di permesso di soggiorno almeno biennale o perché disoccupati. Ora le domande saranno trasmesse alla Regione assieme a tutti i dati riepilogativi e non appena saranno stanziati i fondi, i relativi contributi saranno liquidati. M.S.".
Ma qui bisogna decidersi: abbiamo bisogno o no di badanti, muratori, operai? Dobbiamo far vivere o no queste persone in condizioni decenti? Hanno diritto o no di farsi una doccia? Sono esseri umani dotati di diritti e doveri e bisogni o no? I bambini hanno diritto o no di crescere in case decenti? E quindi un contributo per l'affitto possono riceverlo o no? O dobbiamo solo difendere gli interessi degli italiani proprietari di case?
Che poi sarebbe interessante capire a quanto ammontano questi contributi ogni anno. Sono sicuro che sono una piccola frazione di quanto si spende per una caserma dei carabinieri nuova.
martedì 17 giugno 2008
Ladri, sporchi e puzzolenti
Nella pagina seguente, un articolo su Arba, a firma l.v.: “Nomadi, sale il malumore. Torna alla ribalta l'accampamento ai confini con Vivaro. ... ...Una realtà che squalifica notevolmente il territorio in cui si sono insediati e che, sebbene non si siano registrati significativi aumenti nella criminalità, ha incrementato l'allerta nella popolazione...”. E visto che ad Arba non ci sono furti si parla poi nell'articolo di un incidente automobilistico provocato da un nomade.
In tempi diversi, in luoghi diversi, se c'era un episodio di usura i giornali scrivevano che era colpa degli ebrei (mezza Europa, prima decenni del secolo scorso), se c'era un accoltellamento erano stati gli italiani (Stati Uniti per decenni) se c'era uno stupro erano stati i negri (Stati Uniti o Sudafrica, sempre per decenni), se c'era un episodio di violenza erano stati i croati, che sono tutti ustascia fascisti (ex Yugoslavia, anni '90).
Si possono fare decine di esempi nei quali i giornali per primi identificavano un problema criminale con un preciso gruppo nazionale. E in molti casi (non sempre per fortuna) TUTTI i membri di quel gruppo nazionale o etnico sono stati discriminati, perseguitati, sterminati. Io penso soprattutto a quegli inconsapevoli portatori genetici di disgrazie etniche che sono i bambini, che seguono la stessa sorte dei genitori: discriminati, perseguitati, sterminati.
La politica seguita è sempre la stessa, chiamata magari con nomi differenti: purezza nazionale, pulizia etnica, pulizia del territorio. I giornalisti che scrivono articoli come i precedenti, sono i primi costruttori di una mentalità, di un senso comune violento e razzista. Hanno un ruolo che è ancora più importante di quello degli insegnanti (che si trovano spesso nelle loro classi il proprio lavoro di costruzione di una convivenza civile e pluralista minato da queste posizioni). Ma la moderazione, il senso di responsabilità pare che proprio non vadano di moda. Quindi forza: gli zingari devono essere cacciati.
venerdì 13 giugno 2008
W la squola
Per dare rilievo e unitarietà all'argomento metto insieme in questo post articoli e commenti. Ma ecco l'articolo del Gazzettino del 22 maggio scorso.

"Maniago. Liceo Torricelli, genitori sul piede di guerra. In diciannove hanno scritto una lettera per denunciare «la situazione anomala dell’insegnamento della matematica». Ma la preside getta acqua sul fuoco (...)
«I nostri figli non imparano la matematica a causa dell'insegnante», accusano diciannove genitori degli studenti del liceo scientifico Torricelli. Ma la preside Angela Dicidomine non ha dubbi, «si tratta di un professore che conosce bene la materia e s'impegna».
La polemica prende vita da una lettera, inviata alla preside e all'ufficio scolastico provinciale, firmata da un gruppo di genitori «del corso A (1,2,3,4,5). Segnaliamo, o meglio ribadiamo, una situazione quantomeno anomala per l'insegnamento della matematica. Più volte sono stati interessati del problema la preside e i collaboratori, ma senza risultati, visto che anche i rapporti con i rappresentanti dei genitori sono sporadici e inefficaci». I genitori denunciano che «gli studenti delle prime classi citate per i tre quarti del totale, o forse per l'80 per cento, risultano gravemente insufficienti in matematica (pochi saranno promossi a giugno) per cui il docente, sempre lo stesso, dovrebbe forse mettere in discussione il proprio operato, il rapporto con la classe e il proprio metodo di lavoro». Parlano poi di «una situazione divenuta ormai insopportabile, con cali di rendimento nelle altre materie, visto il terrore generale; gradi di difficoltà delle prove assegnate non sempre in linea con quanto spiegato, continue proposte di argomenti nuovi anche se il grado di apprendimento avrebbe consigliato a un docente un po' più esperto qualche pausa in più». I genitori fanno infine una richiesta alla preside e all'ispettorato scolastico: «Verificate il metodo di lavoro e le valutazioni del docente».
La lettera ieri mattina non era ancora pervenuta alla preside Angela Dicidomine che, in attesa di leggerla personalmente, ha comunque detto la sua. «Non è vero. Dal mio punto di vista è un insegnante che conosce bene la sua materia e la insegna in un certo modo. I ragazzi si sa come sono quando vedono un docente che vuole che capiscano bene quello che insegna. In un biennio si cerca di gettare le basi di una materia, e il periodo forse più importante in un liceo». La preside ha ricordato che la scuola è intervenuta durante il primo quadrimestre con 500 ore di corsi di recupero, la maggior parte delle quali riguardavano la matematica. «L'insegnante in questione si è impegnato nei corsi anche per altre classi non sue. Comunque leggerò la lettera e poi valuterò». Susanna Salvador"
Poco dopo Luciano61 scrive: "...molti insegnanti sono una 'Casta' di presuntuosi ignoranti..."
Quindi il Gazzettino del 5 giugno:
Il prof diffamato presenta un esposto. Firmato anche dalla preside perchè la petizione delle famiglie lede l’immagine della scuola. Dubbi anche sulle firme, la maggior parte delle quali è illeggibile. Fioccano gli attestati di solidarietà.
Il professor Giuseppe Lallone ha presentato ieri mattina ai carabinieri di Maniago un esposto contro la lettera, sottoscritta da 19 genitori dell'istituto Torricelli, che ha messo in dubbio il suo metodo d'insegnamento. L'insegnante di matematica si è sentito «danneggiato nella sua professionalità» e ha presentato l'esposto anche in forza degli accertamenti effettuati dalla scuola sulle firme della petizione, che, come già anticipato dalla preside Angela Dicidomine, risultano «illeggibili e poco decifrabili». Lo ha rivelato ieri la stessa dirigente del Torricelli, la quale in mattinata si è recata assieme al docente nella caserma dell'Arma e si è associata all'azione quale "parte in causa". Quella lettera, infatti, è stata considerata non solo «lesiva della professionalità del docente» ma anche «dell'onore dell'istituto».
I militari dell'Arma compiranno ora, in tempi verosimilmente molto brevi, le dovute indagini e si recheranno già nelle prossime ore nella sede dell'istituto. Concluse le verifiche, se ravvederanno un qualsivoglia reato, gli uomini guidati dal maresciallo Antonio Palermo informeranno la Procura della Repubblica.
Fioccano intanto le attestazioni di solidarietà nei confronti del professore di matematica. Nei giorni scorsi, i docenti del liceo Torricelli hanno preso unitariamente posizione a sostegno del collega difendendone l'operato. In un documento inviato alla preside, al Provveditorato e all'insegnante, i docenti hanno «dimostrato la loro solidarietà. Riteniamo che sia il solito attacco contro gli insegnanti che operano con serietà e dedizione. Il nostro collega è aperto al dialogo educativo con tutte le sue classi, non ha mai omesso di informare le famiglie degli eventuali progressi o problemi che potessero avere gli alunni, ricevendo i genitori sempre e in qualsiasi momento dell'anno scolastico».
Il corpo docente rammenta poi «che durante l'anno il collega si è adoperato per garantire uno sportello di matematica, che è sempre stato seguito non solo dai suoi allievi ma anche dai ragazzi di altre classi». Quanto accaduto, conclude, «è sembrato un attacco sterile che non aiuta la scuola a migliorare. È necessario che agli insegnanti sia restituito il ruolo e la dignità che compete loro e possano lavorare serenamente. Non è con le lettere diffamatorie che demonizzano la figura del docente che si aiutano i ragazzi a diventare uomini e donne, ma con il dialogo costruttivo a cui nessun insegnante si è mai sottratto». Fabio Della Pietra"
Il commento di Rinnovamento. "Ed ora i nomi degli attori protagonisti: 1) professor Giuseppe Lallone 2) preside Angela Dicidomine 3) maresciallo Antonio Palermo. ... nella vicenda e nei ruoli burocratico/decisionali, a giudicare dai cognomi, sembra non ci sia nessun maniaghese. Una vera e propria colonizzazione, oppure possiamo considerare anche questo frutto della "globalizzazione" ?"
Giorgio56. "Sarebbe stato tutto meno grave se nella vicenda il protagonista e gli altri attori fossero tutti di Maniago centro. Il maresciallo lo possiamo andare a pescare a Montereale? oppure e' gia' oltre il confine? Meglio che non vada oltre, siete voi al governo, siete la maggioranza. Continuiamo cosi'.
Cribbio, io sono nato a PN. Posso rimanere a Polcenigo oppure e' meglio che mi trovi un'altra residenza? Eventualmente a chi lo devo chiedere il nulla osta? a te?"
E Rinnovamento risponde "Mi spiace e meraviglia che toccare un tasto simile ( la meridionalizzazione della pubblica amministrazione) dia luogo a reazioni così forti. Però è un dato di fatto che tutti conoscono, ma nessuno osa dire, per non passare per razzista. Personalmente non mi faccio di questi problemi."
Giorgio56. "Complimenti, sei in buona compagnia: altri prima di te hanno avuto la stessa idea, anche quando a fare la parte dei "terun" erano i nostri padri. Magari se la sono presa con gli ebrei, con i mussulmani, con i negri, gli italiani, albanesi, polacchi o rumeni. Personalmente mi faccio di questi problemi, trovo questa discussione estremamente razzista e molto irritante."
Ancora Giorgio56. "Una mia cara amica mi scrive: "... Al liceo di Maniago è successo che il Gazzettino ha pubblicato una lettera che un gruppo di genitori avrebbe scritto alla dirigente (la quale, al momento della pubblicazione, non l'aveva ancora ricevuta) denunciando le "malefatte" di questo prof cioè eccessiva severità, troppi voti bassi, scarsa competenza... A questo punto gli studenti sono insorti a difesa del prof definendolo un bravo insegnante, che fa anche ore straordinarie per recuperare i buchi, che si da da fare più di quanto dovrebbe ecc, ecc, ecc. Lo stesso hanno fatto i colleghi e un altro gruppo di genitori. Qui però casca l'asino perchè non si riesce a capire CHI abbia scritto quella benedetta lettera: ci sono 19 firme ma tutte illeggibili e, attualmente, stanno facendo indagini approfondite per scoprire qualcosa. ..."
Ed infine Rinnovamento "... non dò per scontato che abbiano ragione gli autori della lettera od i loro genitori. Anzi penso che si debba ritornare alla scuola di una volta con più rispetto per gli insegnanti. Senza però dimenticare che il degrado della scuola è anche causa loro. Il discorso "casta degli insegnanti" nasce dal fatto che l'atteggiamento della preside e degli altri insegnanti è da difesa corporativa. Ti risulta che qualche insegnante sia stato giudicato non idoneo ad insegnare e quindi licenziato ? Se vuoi posso elencarti una serie di privilegi... non ultimo il proposto aumento di stipendio per rapportarlo alle medie OCSE... a fronte di cosa, in cambio ? Numero di ore di lavoro, minori ferie, impossibilità a svolgere altre professioni, impossibilità a sommare più stipendi dallo Stato, etc etc".

Ed infine qualcosa a proposito vorrei dirlo anch'io, visto che essendo un insegnante ne sono direttamente interessato. Mi sforzo di essere breve. Io non conosco la vicenda di Maniago, nè il prof. Lallone, quindi non mi permetto di dare un giudizio su questa specifica vicenda. So però che le scuole sono spesso chiuse a riccio, così come le porte delle aule quando il prof spiega. La libertà d'insegnamento citata nella Costituzione italiana si è trasformata in libertà di fare quel caspita che si vuole, tanto nessuno poi ci metterà becco. E se osa si chiama l'avvocato a cavillare, tanto anche il preside di turno o il genitore di turno sicuramente ha fatto qualcosa di storto, non avrà rispettato qualche procedura, e sarà punito. E così tutti, insegnanti competenti e no, comunicativi e no, scrupolosi e no, hanno lo stesso stipendio, differenziato solo dall'anzianità di servizio.
Anch'io ho criticato i tentativi nel passato di introdurre sistemi di valutazione dei docenti che giungessero poi a una differenziazione anche nello stipendio. Così come la maggioranza dei colleghi e quasi tutti i sindacati. Mi rendo conto però di avere sbagliato. Ho solo contribuito a mantenere la scuola sempre più autoreferenziale, a mantenere al loro posto persone che spesso fanno odiare la scuola, a far crescere un senso di insofferenza e di impotenza sempre più grande non solo negli studenti ma anche nelle famiglie.
Io credo che sia abbondantemente giunta l'ora di introdurre anche in Italia dei sistemi di valutazione delle singole scuole (anche misurando i progressi compiuti dagli allievi, per depurare i dati dalle condizioni di partenza e da contesti ambientali differenti), i cui risultati siano resi pubblici (viva internet); sistemi di valutazione di chi lavora nella scuola, con conseguenze anche nello stipendio (sì lo so che è difficile individuare dei parametri, che ci sono molte oggettive difficoltà, ma in qualche paese europeo già lo fanno, qualcosa possiamo imparare); sistemi di valutazione dell'apprendimento degli studenti (permettendo così a scuole e docenti di confrontarsi).
Quello che è in gioco è il sistema scolastico italiano, abbondantemente bocciato dalle analisi internazionali (indagine OCSE-PISA: documento completo - sintesi giornalistica), ma è anche il futuro dell'Italia (perdonatemi la retorica).
Quasi quasi mi piacerebbe che esistesse veramente una casta degli insegnanti, così il mio stipendio sarebbe sicuramente più alto (20.000 euri lordi in più, prendono di media gli insegnanti nei paesi europei, fonte il ministro dell'istruzione). Invece la categoria è divisa, spesso incapace di portare avanti con determinazione le proprie rivendicazioni. E mi ritrovo invece circondato da chi dice che i dipendenti pubblici hanno incrementi contrattuali più alti di quelli privati (magari!); da genitori (anch'io sono un genitore) che ancora non hanno capito che i propri figli non vengono da Marte e che qualche ruolo nella loro educazione anche loro lo hanno avuto, oltre a Italiauno; che non è tutta colpa degli insegnanti se il rendimento degli allievi s'abbassa sempre più.
Ed infine un invito, in particolare a tutti i leghisti in ascolto: smettetela di battere sul chiodo della meridionalizzazione del pubblico impiego, il problema non è quello, ma altri (sistemi di valutazione, valorizzazione delle professionalità, formazione, meritocrazia, ecc.): i problemi nel pubblico impiego riguardano sia i dipendenti padani doc che i meridionali.
E' come quando parlate della sikurezza: il problema non sono gli immigrati che delinquono, il problema semmai è il sistema della giustizia che non funziona, che non blocca i delinquenti, italiani o immigrati non importa. Ma ho scritto troppo, basta.
sabato 24 maggio 2008
Premiazioni concorso “i mille colori della bici"
Domenica 25 maggio alle 15.30 (con una settimana di ritardo a causa della pioggia), presso l’ex convento di San Giacomo a Polcenigo avverrà la premiazione dei bambini e ragazzi che hanno realizzato i migliori disegni per il concorso “i mille colori della bici: la bici come simbolo per avvicinare le distanze fra popoli”. Tutti i disegni saranno esposti nel portico dell'ex convento.La commissione che ha selezionato i disegni, che ringrazio, è stata composta da Gioia Bressan, Ersilio Celant e Lucina Dorigo. I criteri utilizzati nella scelta sono stati:
- l’originalità nello sviluppo dell’idea e del contenuto;
- la freschezza e la spontaneità nell’esecuzione.
In questi giorni stiamo scansionando i disegni, un po' alla volta. Appena pronte le scansioni, i disegni di tutti i partecipanti al concorso potranno così essere caricati su Internet e visibili da tutti, mammepapànonniamiciparenti. Portate un po' di pazienza, è un lavoro lungo.
Ricordo che il concorso fa parte di Bimbimbici 2008.
giovedì 15 maggio 2008
Fabrizio Gatti a Sacile
Incontro con Fabrizio Gatti, inviato dell'Espresso che presenterà il libro: "Bilal", il mio viaggio clandestino nel mercato dei nuovi schiavi, ed. Rizzoli 2007.
E' il resoconto che il giornalista ha fatto del viaggio cui ha partecipato di persona con i migranti del sud del mondo, da Dakar al CPT di Lampedusa.
L'ingresso è libero (ma quello clandestino in Italia forse diventerà reato).
sabato 10 maggio 2008
Italiani brava gente
La terra più martoriata dai nostri soldati è stata quella dalmata, dove ora ci piace andare in vacanza: dalle rappresaglie (otto civili per ogni militare ucciso), spesso concluse con incendi di villaggi, al campo di concentramento per civili ad Arbe (Rab in croato), il cui tasso di mortalità era stimato intorno al 19 per cento. Una sintesi su Rab e sul campo la trovate su Wikipedia.
Comunque andate a visitare Rab, io ci sono stato in vacanza alcuni anni fa: mare pulito, boschi estesi, baiette ovunque, persone accoglienti.
E vicino c'è un'isoletta, Goli Otok (una pietraia) dove dal 1949 al 1955 c'era invece il campo di prigionia degli oppositori di Tito (prevalentemente comunisti favorevoli a Stalin e a Mosca) ...
