Visualizzazione post con etichetta diritti civili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti civili. Mostra tutti i post

lunedì 13 giugno 2011

Democrazia diritta

Diecidisera di domenica 12 giugno 2011, circa il 41% degli italiani aventi diritto ha votato ai quattro referendum. Bando agli scongiuri, mi sbilancio, sicuramente il quorum del 50% sarà superato.
A Polcenigo abbiamo già votato in quasi 1200, quasi il 47%, circa il 5% in più della media provinciale.
Giustizia uguale per tutti, energia pulita, beni comuni che non devono portare profitto a pochi. Fino a poco tempo fa sembravano concetti difficili da affermare, che dividevano chi vota a destra da quelli che votano a sinistra. Questa differenza c'è ancora, ma la libertà di pensiero e di azione (quella della matitina sulle schede) si sta finalmente svincolando sempre più da appartenenze politiche sempre meno corrispondenti alle fratture ed ai problemi reali.
C'è ancora tempo fino alle tredelpomeriggio di domani per votare. Forza! Avanti!
L'aria fresca delle amministrative sta diventando una piacevolissima brezza. Il gelo del referendum sulla procreazione assistita del 2005 (meno del 30% che ha votato, il divieto alla fecondazione eterologa, le limitazioni alla ricerca scientifica, la chiesa del papasantosubito alleata con i menefreghisti, l'imposizione dei valori di una parte, sul corpo e sui desideri di un'altra, la costrizione per molte donne di cercare all'estero in paesi più civili la possibilità di avere un figlio), che personalmente mi ha fatto vergognare di essere italiano, si sta sciogliendo.
E lo schieramento delle televisioni di regime sta diventando inutile.
Era ora.

giovedì 17 marzo 2011

In ricordo di Italo Corai

Qualche giorno fa è venuto a mancare Italo Corai, pordenonese che ha fondato la sua vita sulla difesa dei diritti civili.
Pnbox, l'internet tv di Pordenone, lo ricorda con questa intervista che ha rilasciato nel 2007, che ha come tema il decoro, e che oggi più che mai risulta attuale.

lunedì 14 febbraio 2011

Se non ora, quando? Parte seconda

La notizia nefasta è l'annuncio di 600 esuberi all'Electrolux, mentre la notizia schifosa è la richiesta da parte del capogruppo della Lega Nord in Regione FVG Narduzzi (di Roveredo in piano) che "...se qualcuno deve andare a casa e perdere il lavoro, siano gli stranieri... ...siano preservati i nostri concittadini...".
Razionalmente  si può rispondere innanzitutto riaffermando la pari dignità, il rispetto per tutti, i pari diritti e doveri di ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di nascita. Ma Narduzzi evidentemente ignora, tra tante cose, anche la Costituzione italiana.
Emotivamente lo schifo mi viene quando penso a quei numerosi ragazzi e ragazze, ghanesi, rumeni, albanesi, marocchini, congolesi, indiani... che conosco e vedo tutti i giorni innanzitutto nella scuola in cui lavoro, che sono nati o hanno vissuto gran parte della loro vita in Italia, che hanno i loro amici, la famiglia, le speranze di futuro proprio in Italia. Che hanno vissuto e vivono tra mille difficoltà e traversie relazionali, economiche, affettive. Hanno i genitori, i fratelli, le sorelle, con contratti a termine, ricattati a causa della legge Bossi-Fini, che sono già adesso i primi ad essere licenziati con la crisi; anche Narduzzi lo sa, ma evidentemente gode a proseguire la sua campagna razzista di odio. 
Ma sono molte le persone che dimostrano solidarietà con questi ragazzi, che li trattano con umanità, con amicizia, con affetto. Che li aiutano nei momenti di crisi. Si formano reti di solidarietà che 1000 Narduzzi non basteranno a sopprimere, perchè non è vero che quelli come lui sono capaci di leggere il territorio, che rappresentano la maggioranza. Sono semplicemente arroganti e senza umanità. 
Sono loro che devono essere mandati a casa. Se non ora, quando?

venerdì 11 febbraio 2011

Se non ora quando?

Ci vediamo tutti e tutte, domani sabato 12 febbraio, piazza XX settembre a Pordenone, alle 10 del mattino.
Per affermare la dignità degli uomini, troppi ancora affascinati da un vecchio malato solo e rimbambito, incapace di amare e di avere una relazione che non sia di potere, ma ancora troppo pericoloso e con troppo potere, mediatico e politico.
Per affermare la dignità delle donne, soprattutto per il futuro delle più giovani, per liberarsi di una cultura maschilista retrograda mediata da televisioni asservite, per riaffermare valori come il senso di responsabilità, il lavoro, la famiglia, la dignità di ogni persona.


mercoledì 30 giugno 2010

Ristrutturazione aziendale scolastica

Parlo poco della scuola in questo blog... sarà che ci lavoro perciò mi pesa tornare a parlare delle difficoltà lavorative quotidiane. Però ho fatto male e incomincio a rimediare con un post di numeri, per niente freddi.

Riforma della scuola. Dati relativi alla provincia di Pordenone per l'anno scolastico prossimo 2010/11 (dati SIDI, cioè del Ministero per l'Istruzione sull'organico di diritto):
Scuola dell'infanzia: 46 bambini in più rispetto all'anno scolastico 2009/10, 2 insegnanti in più.
Scuola primaria: 120 bambini in più, 47 insegnanti in meno.
Scuola secondaria di I grado (medie): 120 ragazzi in più, 18 insegnanti in meno.
Scuola secondaria di II grado (superiori): 319 allievi in più, 46 insegnanti in meno.

Alcuni effetti di questi tagli su alcune scuole della Provincia (dati FLC CGIL sulla base dei dati forniti dall'Ufficio Scolastico Regionale):

- scuola dell'infanzia: non verrà accolta la richiesta di due sezioni a tempo pieno; ci sono 250 alunni in lista d'attesa per mancanza di spazi.

- scuola primaria: rispetto alle scelte operate dalle famiglie al momento dell'iscrizione, e raccolte dai presidi, si ha la mancata assegnazione di 10 classi a tempo pieno e la trasformazione di 60 classi a 30 ore in classi a 27 ore (un pomeriggio in meno)

- scuola superiore:
 - Liceo Ginnasio di Pordenone: classi prime con una media di 27,5 alunni per classe con molte aule che non possono sostenere più di 25 allievi per classe;
 - liceo Grigoletti: classi prime con una media di 26, con laboratori non strutturati per numeri così alti;
 - Liceo di Maniago: 56 allievi su due classi;
 - Licei di Sacile: 86 allievi su 3 classi;
 - ITC di Sacile: 58 allievi su 2 classi;
 - istituto "Flora" di Pordenone: 102 alunni di cui 7 diversamente abili su 4 classi;
  - Ipsia "Zanussi" di Pordenone: 144 allievi, di cui 11 diversamente abili, su 6 classi;
 - licei sperimentali di  Sacile: due classi quarte per 58 allievi;
 - ITI di Spilimbergo: 29 alunni di cui uno diversamente abile in una classe.

- gli allievi diversamente abili aumentano da 160 a 174, i docenti di sostegno diminuiscono da 70 a 67 (mentre il parametro stabilito dal Ministero è di un docente su due allievi)

Non serve essere scienziati per capire che con questi tagli si colpiscono il diritto allo studio degli allievi, le scelte delle famiglie, i posti di lavoro del personale della scuole. E hanno anche il coraggio di chiamarle riforme!
E' semplicemente uno degli effetti del taglio di 8 miliardi di euro in tre anni, così come scritto nella finanziaria estiva del 2008 (art. 64 L.133/2008), a carico della scuola (e attenzione che il congelamento degli stipendi e degli scatti di anzianità del settore pubblico, scuola compresa, per tre anni, non c'entra con questo taglio, ma si aggiunge!)

lunedì 30 novembre 2009

Torna il morbo della mucca pazza

Nella civile Svizzera un popolo ricco e istruito ha affermato in un democratico referendum che non potranno più essere costruiti offensivi minareti in quel paese. In effetti ne avevano già costruiti ben quattro in quel minuscolo paese!
Libertà religiosa? Rispetto delle minoranze? Integrazione degli immigrati? Convivenza civile? Tutte stronzate (termine sdoganato dal presidente della Camera). La maggioranza può fare quello che vuole! E chi non è d'accordo? E' antipatriottico e come tale va punito.
Ma che bel mondo nuovo che ci stiamo costruendo. Dio (solo quello cristiano), Patria (ognuno a casa propria) e Famiglia (quella allargata che comprende le prostitute, ops escort, ma non le coppie di fatto e le famiglie gay).
E' una notizia locale di Polcenigo? No, ma mi ha indignato (si può dire questa parola?) tanto!
(foto de Il Sole 24 ore)

sabato 24 ottobre 2009

Per l'affermazione dei diritti civili

Se hai più di 16 anni, se sei italiano o anche se sei extracomunitario con il permesso di soggiorno,
se dici SI alla cittadinanza per i nati in Italia e NO ai respingimenti
se dici SI alle unioni civili e NO alle discriminazioni
se dici SI alle nomine di merito alla RAI e NO alle nomine di partito
se dici SI ai collegi uninominali e NO al porcellum
se dici SI al reddito di cittadinanza e contratto unico e NO alla precarietà
se dici SI alla green economy e NO al nucleare
se dici SI all'ontegrazione di scienza e società e NO ai tagli all'istruzione e al futuro di tutti
se dici SI alle infrastrutture e NO ai progetti non condivisi dalle comunità locali e non suffragati dai tecnici

... recati a votare alle primarie per il Partito Democratico del 25 ottobre, dalle sette di mattina alle otto di sera, a Polcenigo presso l'ex biblioteca in piazza nel Bork... anche se alle prossime elezioni non voterai per il PD (ma tutti hanno il diritto di cambiare idea).
Ignazio Marino rappresenta, innanzitutto, la laicità come metodo, la lotta per l'affermazione dei diritti civili, idee che vanno ben oltre il PD e la politica ma che possono essere difese anche partecipando a queste primarie.
E sui temi della rete, sulla libertà di informazione online e sull’estensione dei diritti digitali potete leggere il documento che integra la mozione congressuale di Marino
Al momento del voto riceverete due schede: una di colore azzurro per eleggere l'Assemblea Nazionale e il Segretario Nazionale del PD, ed una di colore rosa per eleggere l'Assemblea Regionale e il Segretario del FVG. Sceglierete il Segretario tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati.
Per maggiori informazioni www.pd.fvg.it, http://pnpermarino.wordpress.com ,

giovedì 25 giugno 2009

Manifestazione per i diritti di tutti a Udine

Sabato 27 giugno 2009, alle 16.00, a Udine si terrà una manifestazione regionale.
"Sentiamo l’esigenza e l’urgenza di ritrovarci, di denunciare, di dichiarare con forza alcuni NO e di affermare alcuni SI in modo partecipato, pubblico, nella pluralità di culture, lingue, religioni.
L’interdipendenza planetaria, i diritti umani e la sicurezza uguali per tutte/tutti che abitano il Pianeta rendono evidenti chiusure e aggressività nei confronti dei poveri, dei deboli, degli stranieri.
Ø La crudeltà dei respingimenti che hanno violato i diritti umani, la Convenzione di Ginevra, la Costituzione;
Ø Il decreto sicurezza criticato anche dal Consiglio Superiore della Magistratura;
Ø le pretestuose decisioni di chiusura di ambulatori medici al servizio di cittadini italiani e stranieri anche irregolari, in contrasto con la Costituzione e l’attuale legge sull’immigrazione Bossi-Fini;
Ø la proposta di legge regionale n. 39 (“Narduzzi e altri”) che prevede almeno quindici anni di residenza in regione per l’accesso alle prestazioni sociali:

tutto ciò crea un clima generale di discredito della libertà, dei diritti universali, della democrazia, di irrisione del Parlamento e delle Istituzioni, di comportamenti irriverenti dell’etica del bene comune e ci portano a dire CON SDEGNO ETICO, CON FORTE IDEALITA’, CON IMPEGNO CONCRETO

Ø NO ad un welfare regionale che discrimini minori, studenti e famiglie in base alla loro provenienza

Ø NO ai contenuti demagogici del DdL Sicurezza
Ø NO a razzismo, xenofobia e discriminazioni
Ø SI' ad un welfare che promuova l’integrazione e la coesione sociale, i diritti alla protezione dell’infanzia, il diritto allo studio e al sostegno alle famiglie, che sono diritti di tutti
Ø SI' ad ogni diritto di cittadinanza
Ø SI' ad un’Italia che rispetti il diritto d’asilo
Ø SI' ad una Regione e ad un Italia in cui la sicurezza sia un bene per tutti e si garantisca con la crescita culturale di ciascuna e ciascuno.

Ore 16.00 ritrovo in Piazza San Giacomo;
Ore 16.45 corteo attraverso il centro fino a Piazzale Venerio, con interventi di migranti, associazioni, sindacati e del Sindaco di Udine

L'iniziativa è promossa dalla Rete Diritti di Cittadinanza FVG, Centro Balducci, CGIL, ACLI, RdB-CUB, Associazione Immigrati di Pordenone, Donne in Nero-Ud, Associazioni “La Tela” e “Officina del Mondo”-Ud."

venerdì 20 marzo 2009

Per una regione d'accoglienza, diritti e pari opportunità

Grazie a Barbara Giannelli che mi ha inviato questo importante comunicato. Mi unisco a lei per invitare tutti a non nasconderci e lasciare che il razzismo dilaghi e che i diritti, di tutti, siano cancellati.

"La Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, l'Associazione Immigrati di Pordenone, assieme alle comunità e chiese dei migranti presenti in città, invitano associazioni, enti locali, forze politiche, sociali e culturali, ad un incontro Sabato 21 marzo dalle ore 15 alle ore 17 presso l'AUDITORIUM della Regione, a Pordenone in via Roma (dietro il Teatro Verdi, zona mercato), per presentare il documento:
Per una regione d’accoglienza, diritti e pari opportunità
Partecipa all’incontro don Pierluigi Di Piazza, della Rete per i diritti di cittadinanza del FVG c/o Centro Balducci di Zugliano.

La Rete per i diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, nata nel settembre 2008 dopo le prime iniziative contro le abrogazioni della LR 5/2005 del Reddito di cittadinanza, del Difensore civico e del Tutore dei minori, è un gruppo, composto da donne e uomini esponenti di associazioni, operatori dei servizi, persone impegnate nel sociale, migranti, che promuove e difende uguali diritti e uguali opportunità per tutte e tutti.
La LR n. 5/2005, considerata a livello nazionale un modello delle politiche d’inclusione sociale, era nata da un processo di partecipazione di centinaia di esponenti di associazioni ed enti, migranti. Contro la sua abolizione oltre cinquanta realtà regionali hanno subito sottoscritto una lettera al Presidente e all’ Assessore competenze della Regione.
Nei mesi successivi si sono moltiplicate, ovunque in Italia, aggressioni e violenze a sfondo razziale e si è diffuso un clima di intolleranza e razzismo. Governo e amministrazioni locali hanno adottato norme discriminatorie col pretesto di rispondere alla domanda di sicurezza.
La Rete per i diritti di cittadinanza FVG, assieme a diverse altre realtà, ha promosso varie iniziative tra cui un convegno regionale per:
- manifestare e motivare opposizione alle scelte legislative della Regione;
- presentare proposte basate anche sulle esperienze positive sviluppate;
- chiedere un dialogo e un confronto con il governo regionale.
E’ stato steso un documento conclusivo che sintetizza priorità e proposte. Vuole essere base di un confronto reale sul tema dell’immigrazione per costruire un futuro di convivenza e rispetto reciproco fuori da ogni logica di falsa emergenza, paura, incertezza o peggio discriminazione e razzismo, insomma per sconfiggere, tanto più in una fase di crisi economica e sociale, ogni insicurezza."

domenica 8 febbraio 2009

Padroni del proprio corpo

Se dovesse capitare a me di ritrovarmi in stato vegetativo o in coma irreversibile, dico fin d'ora che non voglio essere tenuto in vita artificialmente. In ogni caso l'unica persona che potrà dire cosa fare del mio corpo è mia moglie. Non lo possono fare politici ipocriti (dicono che hanno il dovere di salvare anche una sola vita umana, quando fanno accordi con la Libia per deportare e concentrare gli immigrati nei lager di quello stato, dove spesso muoiono), non lo possono fare preti-papi-pseudo-movimenti-per-la-vita che non hanno alcun rispetto del dolore degli altri e si comportano con estrema violenza contro quel poveruomo che è il padre della Englaro, non lo possono fare medici che credono di essere i possessori unici della conoscenza, non lo possono fare commissioni etiche spesso composte da uomini di partito e che comunque spesso hanno un'etica diversa dalla mia.
Mi fa schifo pensare che persone di cui non ho alcuna stima, come Formigoni, Berlusconi e tutti i ministri di questo governo che all'unanimità volevano il decreto sul caso Englaro, possano decidere del mio corpo, della mia vita e della mia morte. La politica, le gerarchie religiose devono stare fuori dai letti delle persone, devono smetterla di infilarsi fra le lenzuola, di muoversi tra le camere degli ospedali. Non ci può essere alcun sondaggio d'opinione o referendum attraverso il quale si decide della vita e della morte delle persone. Qui le maggioranze non c'entrano.
Sta scomparendo dal nostro paese l'empatia, cioè quel'atteggiamento di comprensione, di immedesimazione verso gli altri, che genitori, insegnanti, ma anche politici dovrebbero possedere normalmente. Provate a mettervi nei panni di quel padre, in quello che ha fatto e visto in questi lunghi anni, e provate a mettervi nei panni di quel cadavere artificialmente tenuto in vita, ridotto ad una larva, pieno di piaghe da decubito, immaginatevi per anni in quelle condizioni.
Sta avanzando invece a grandi passi un desiderio di controllo sempre maggiore dei comportamenti delle persone, fino al controllo del corpo degli altri.
Abbiamo un Parlamento senza pietà i cui membri sono stati di fatto nominati dai partiti e non dagli elettori, che probabilmente farà nei prossimi giorni una legge liberticida e violentatrice. Come dice Morpheus "quello che sta per avvenire è grave, gravissimo. Va aldilà del singolo caso, della vicenda individuale e stabilisce il principio che, sull’onda dell’audience, tutto è lecito, anche intervenire nella scelta del destino individuale e intimo di ciascuno di noi. Ed è tanto più grave perché dietro non si vede alcuna legge morale, ma solo l’opportunistico scopo di compiacere la parte più becera ed oscurantistica di questo maledetto paese la cui vergogna ci perseguiterà per sempre".
Purtroppo è ora di ritornare a fare le battaglie per i diritti civili, quelli elementari, quelli che questi tempi cupi ci vogliono togliere, quelli che sono scritti nella prima parte della nostra Costituzione e quelli che in questi anni sono stati conquistati soprattutto dalle donne. Diceva John Stuart Mill, filosofo liberale dell'800: "su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l’individuo è sovrano". Come diceva qualcuno, "difendiamo i valori occidentali!".
Io voglio essere padrone del mio corpo, e non me ne frega assolutamente niente di chi la pensa in modo diverso da me, sul mio corpo non delego nessuno. Gli altri, sul proprio corpo, ci facciano quello che vogliono.