L’Amministrazione Comunale di centrodestra a guida leghista (*)
del comune di Budoia, ha da poco approvato l’
aumento del costo del buono mensa, da utilizzare nella
scuola primaria:
ma solo per i bambini non residenti a Budoia (extrabudoiesi?), il costo è passato
da € 3,30 a € 5,00 (+51%). Per i bambini budoiesi, il costo è salito a
€ 3,60 (+9%)
Per chi non lo sapesse, la scuola primaria di Budoia è a
tempo pieno, mentre quella di Polcenigo no. Di conseguenza sono molti i bambini di Polcenigo che frequentano le primarie di Budoia. Del resto sono molti i ragazzi di Budoia che frequentano le scuole medie di Polcenigo, non essendoci tale ordine di scuola a Budoia, e che usufruiscono del servizio mensa di Polcenigo.
La mensa di Budoia ha caratteristiche importanti: impiega prodotti biologici, il
GASP, Gruppo d’Acquisto Solidale della Pedemontana, acquista i prodotti bio che poi vengono cucinati e consumati a scuola. Il servizio di mensa fa parte del tempo scuola, l’educazione ad una corretta alimentazione è uno dei cardini del progetto educativo e formativo della scuola.
Ora però le famiglie extrabudoiesi vedranno aumentare grandemente il costo per l’alimentazione di un bambino (da circa € 70 mensili a circa € 105). Se sono però due i bambini…
Qualche famiglia, visti anche i tempi cupi, potrebbe perciò trovarsi nella necessità di non poter più aderire alla mensa, preferendo o optando per necessità per un panino preparato a casa, mettendo così in pericolo la prosecuzione stessa del progetto. La Commissione mensa, composta anche da rappresentanti dei genitori, non è stata inoltre ufficialmente informata di questo aumento differenziato.
Di fronte ad uno squilibrio economico, questa amministrazione, invece di ripartire i costi equamente e solidalmente tra tutti, ha preferito dividere le famiglie, attuando una politica campanilista e di corto respiro. Fra quanto tempo l’Amministrazione di Polcenigo aumenterà il costo del buono mensa per gli extrapolcenighesi? Potrà reggere, finanziariamente ed educativamente, il progetto della mensa bio a Budoia se parte dei bambini (i foresti) porteranno sempre o saltuariamente a scuola il pranzo preparato a casa?e se per solidarietà anche gli altri volessero portare il panino? Fra quanto tempo la stessa Amministrazione proporrà altre differenziazioni di costo tra i bambini (italiani-stranieri, grassi-magri, vegetariani-carrivori, diabetici-sani, ecc.)?
Ma forse il Comune aveva precedentemente commissionato ad un team di esperti lo studio delle abitudini alimentari dei bambini, il quale avrà constatato che i bambini “foresti” mangiano di più perché devono recuperare le maggiori energie che impiegano per andare a scuola, abitando più lontano, giustificando così la differenziazione.
Ma del resto cosa ci si poteva aspettare se non la prosecuzione a livello locale delle politiche governative che si stanno affermando in Italia, volte a dividere le varie categorie di popolazione: italiani contro stranieri, giovani contro vecchi, lavoratori autonomi contro lavoratori dipendenti....
Preferisco pensare che i budoiesi siano più solidali dei loro amministratori, che chiedano loro stessi che, se proprio i costi sono attualmente insostenibili, questi debbano essere equamente suddivisi. E che la
Giunta riconosca il proprio errore e faccia un passo indietro.
(*) OPS, mi dicono adesso che l’Amministrazione di Budoia è di
CENTROSINISTRA (formata da due liste, PD e una lista civica di giovani), che la Giunta è stata rinnovata, che
il Sindaco è giovane. Bravi, proprio bravi.