Tempo di programmi elettorali. Mi permetto di dare qualche suggerimento.
Il giardino della Biblioteca potrebbe diventare il
giardino pubblico di Coltura. Lo
spazio esterno alla biblioteca attrezzato di qualche gioco, (come quelli presenti nel giardino pubblico di San Giovanni), una cura maggiore del verde (provate a confrontare gli alberi di fronte all'oratorio di San Giovanni con l'inesistenza di una buona alberatura a Coltura).
Un luogo raggiungibile facilmente a piedi dove mamme papà bambini anziani si possono incontrare senza dover necessariamente consumare (come nei bar), dove si può scoprire (magari con sorpresa da parte di qualcuno) che bambini italiani rumeni marocchini possono giocare insieme, e magari si scopre che anche le mamme di nazionalità diverse scoprono di avere più cose che le accomunano invece di quelle che le dividono.
La comunità di Coltura sta diventando sempre più numerosa e diversificata: luoghi come i giardini pubblici svolgono
un ruolo importante per l'integrazione, rappresentano un investimento per il futuro, avvicinano le persone, diminuiscono i pregiudizi, favoriscono l'autonomia dei bambini. Un "buon padre di famiglia" vuole che i propri figli siano felici: si può cominciare ad investire quindi in attività e strutture che favoriscono l'incontro e la socialità o vogliamo partecipare tutti insieme a chi soffia più sul fuoco dell'intolleranza, come sta succedendo ultimamente, fino a provocare incendi diffusi ed estesi?
Qualcuno m'ha detto che
a Coltura i giardini non servono perché c'è già San Floriano. In effetti San Floriano è un parco bellissimo, ci si può andare, passeggiare, correre (a proposito, smettetela di comportarvi come taccagni, mettete un bel rubinetto all'esterno della squola faunistica!).
Ma un giardino pubblico è un'altra cosa: lo si deve raggiungere facilmente, a piedi, anche se si ha una carrozzina o si è anziani e acciaccati, o piccoli e ancora poco autonomi, ci devono stare delle strutture che servono a far giocare i bambini, o i ragazzi, mentre mamme_papà_nonni_fratelli chiaccherano_dormono_litigano_pomiciano. I percorsi per arrivarci devono così essere il più possibile
al riparo da auto e brevi rispetto alle abitazioni. Castelli e giostre non devono stare su piattaforme di cemento al sole, ma vicino o sotto agli alberi (quelli a foglie caduche, che d'estate fanno ombra mentre d'inverno lasciano passare il sole); quindi gli alberi ci devono stare, tanti, non come nel prato intorno alla biblioteca di Coltura...
Tutto questo lo scrivevo in due post di settembre del 2007 (
uno e
due). Ne aveva parlato mia moglie con Angela Sanchini quand'era assessore. Sono state spedite lettere in Comune. Ne abbiamo parlato con l'attuale assessore Venier nell'ambito del gruppo "la strada è anche mia". S'era anche ipotizzato una chiusura automatica del cancello la sera (con un bel pulsantone per l'apertura per i malcapitati chiusi dentro) Ma nulla. Nulla si muove.
Biblioteca (mamme che leggono), giardino (bimbi che giocano), campo sportivo della Parrocchia, sede degli alpini, tutto collegato, coordinato magari da chi gestisce la biblioteca; insomma un bel centro polivalente finalmente degno delle persone che abitano a Coltura!