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lunedì 14 febbraio 2011

Se non ora, quando? Parte seconda

La notizia nefasta è l'annuncio di 600 esuberi all'Electrolux, mentre la notizia schifosa è la richiesta da parte del capogruppo della Lega Nord in Regione FVG Narduzzi (di Roveredo in piano) che "...se qualcuno deve andare a casa e perdere il lavoro, siano gli stranieri... ...siano preservati i nostri concittadini...".
Razionalmente  si può rispondere innanzitutto riaffermando la pari dignità, il rispetto per tutti, i pari diritti e doveri di ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di nascita. Ma Narduzzi evidentemente ignora, tra tante cose, anche la Costituzione italiana.
Emotivamente lo schifo mi viene quando penso a quei numerosi ragazzi e ragazze, ghanesi, rumeni, albanesi, marocchini, congolesi, indiani... che conosco e vedo tutti i giorni innanzitutto nella scuola in cui lavoro, che sono nati o hanno vissuto gran parte della loro vita in Italia, che hanno i loro amici, la famiglia, le speranze di futuro proprio in Italia. Che hanno vissuto e vivono tra mille difficoltà e traversie relazionali, economiche, affettive. Hanno i genitori, i fratelli, le sorelle, con contratti a termine, ricattati a causa della legge Bossi-Fini, che sono già adesso i primi ad essere licenziati con la crisi; anche Narduzzi lo sa, ma evidentemente gode a proseguire la sua campagna razzista di odio. 
Ma sono molte le persone che dimostrano solidarietà con questi ragazzi, che li trattano con umanità, con amicizia, con affetto. Che li aiutano nei momenti di crisi. Si formano reti di solidarietà che 1000 Narduzzi non basteranno a sopprimere, perchè non è vero che quelli come lui sono capaci di leggere il territorio, che rappresentano la maggioranza. Sono semplicemente arroganti e senza umanità. 
Sono loro che devono essere mandati a casa. Se non ora, quando?

giovedì 6 maggio 2010

Economia, lavoro, crisi

L'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, il Circolo ARCI "Porto Alegre" Pedemontana Occidentale, insieme con Sacile Partecipata e Sostenibile e il Gruppo Disabili organizzano per Venerdi 7 maggio 2010 a SACILE, alle 20.30, presso l'ex chiesa S. Gregorio un incontro su:
ECONOMIA, LAVORO, CRISI.
Interverranno:
- l'on. Alfonso GIANNI (Sinistra Ecologia Libertà)
- Giovanni DE LORENZI (segretario provinciale Italia dei Valori)
- dott.ssa Silvia OLIVA (segretario alla Ricerca, Fondazione Nord Est)

mercoledì 14 aprile 2010

Extracomun...ali

Nel post "Biodiversità" del 24 marzo scorso ho dato notizia del miope (è un eufemismo) aumento differenziato delle tariffe per la mensa scolastica a Budoia. Nei commenti si è sviluppato un dibattito che, se non l'avete già fatto, vi invito a leggere.
Dopo l'incontro dell'8 aprile a Budoia, Stefano Foscarini, presidente del GASP, mi ha inviato la seguente lettera, che condivido pienamente, e che perciò pubblico molto volentieri.
Giovedì 8 aprile u.s. si è tenuto presso la sala consiliare del comune di Budoia un incontro il cui tema principale era l'aumento e differenziazione, per il prossimo anno scolastico, del costo dei buoni mensa per gli alunni della scuola elementare di Budoia e dell'istituto per l'infanzia di Dardago.
Aumento a € 3,60 per i residenti nel Comune di Budoia (dagli attuali € 3,30) e € 5,00 per tutti i non residenti.
Finora non c'era stata nessuna differenziazione.

Come presidente del GASP (Gruppo d'Acquisto Solidale della Pedemontana), ovvero l'associazione di genitori che da anni gestisce in convenzione con il Comune di Budoia il Servizio di approvvigionamento delle derrate per la mensa, mi sono sentito il dovere di esprimere la mia contrarietà verso questa decisione, perché:
1) la ns. associazione non è stata preventivamente avvisata dalla coalizione di maggioranza che governa il comune di Budoia di procedere ad introdurre tale differenziazione, dimostrando la scarsa importanza che la stessa dà al ns. operato per rendere la mensa di Budoia un fiore all'occhiello della ns. Pedemontana;
2) non ci pare corretto che venga fatta una delibera che modifica i parametri di un servizio dopo il termine per aderirvi, cioè è stata fatta DOPO che i genitori delle future matricole avevano iscritto i figli alla scuola;
3) la tariffa di € 5,00 per i non residenti comporta un aumento percentuale pari al 52% circa! quello per i residenti "solo" il 9% (alla faccia dell'inflazione all'1%);
4) di conseguenza, l'aumento mensile del costo per la mensa per i non residenti è pari a € 34,00 circa (per un solo figlio), portando il totale mensile a € 100,00; senza contare che ci sono genitori che hanno 2 figli frequentanti e quindi dovranno pagare € 200,00 contro gli attuali € 132,00 (alla faccia di chi magari è anche in Cassa Integrazione).

Dopo un acceso dibattito nel quale, tra l'altro, è stato detto da un consigliere presente in sala che dopotutto non è importante che la mensa mantenga gli standard attuali, perché com'era prima dell'attuale gestione andava bene lo stesso, ho fatto presente, supportato anche da alcuni genitori e maestre, che per noi genitori che crediamo nel progetto Mensa Budoia l'altro grosso problema che si creerà è quello della sostanziale vanificazione di tutti questi anni di lavoro volontario per far sì che anche il momento del pasto sia un'occasione per educare i ns. figli, oltre che a nutrirli nella maniera più corretta e salutare.
Infatti, accadrà probabilmente che i genitori manderanno comunque i loro figli a Budoia per non perdere la possibilità di usufruire del tempo pieno, ma facendogli portare il pranzo "al sacco".
Si creeranno quindi 2 gruppi di bambini: quelli autoctoni o più facoltosi, che hanno diritto a nutrirsi nel miglior modo, e quelli extracomun...ali o più poveri, che dovranno arrangiarsi!
Da qui al passo successivo è breve, cioé al fatto che magari qualche genitore del primo gruppo, meno interessato, si converta al "sacchetto viveri".
Conclusione: progetto mensa bio di Budoia FINITO! possibilità di attrarre l'interesse di trasmissioni come Report o di testate come La Repubblica FINITA! possibilità per il Comune di Budoia di mostrare questo suo valore aggiunto, distinguendosi dai suoi vicini, FINITA!
E questo per quale motivo: RISPARMIARE 8-10.000 EURO! (su un totale di 216.000)

Con quanto sopra ho voluto informare tutti i genitori di bambini residenti a Polcenigo che mandano i propri figli a scuola nei plessi di Budoia e Dardago, auspicando che ciò possa indurli ad una mobilitazione per cercare di trovare tutte le soluzioni possibili per fare in modo che la mensa di Budoia non ritorni ad essere una mensa come tante in Regione (magari con i pasti precotti che arrivano da fuori), ma rimanga il luogo dove ogni genitore sa che il proprio figlio si nutre (e noi speriamo che IMPARI a nutrirsi) nel migliore dei modi.
Stefano Foscarini
Nella foto, scattata prima dell'aumento delle tariffe, potete vedere alcuni gaspisti, extracomunali e non, felici.

mercoledì 24 marzo 2010

Biodiversità

L’Amministrazione Comunale di centrodestra a guida leghista (*) del comune di Budoia, ha da poco approvato l’aumento del costo del buono mensa, da utilizzare nella scuola primaria: ma solo per i bambini non residenti a Budoia (extrabudoiesi?), il costo è passato da € 3,30 a € 5,00 (+51%). Per i bambini budoiesi, il costo è salito a € 3,60 (+9%)
Per chi non lo sapesse, la scuola primaria di Budoia è a tempo pieno, mentre quella di Polcenigo no. Di conseguenza sono molti i bambini di Polcenigo che frequentano le primarie di Budoia. Del resto sono molti i ragazzi di Budoia che frequentano le scuole medie di Polcenigo, non essendoci tale ordine di scuola a Budoia, e che usufruiscono del servizio mensa di Polcenigo.
La mensa di Budoia ha caratteristiche importanti: impiega prodotti biologici, il GASP, Gruppo d’Acquisto Solidale della Pedemontana, acquista i prodotti bio che poi vengono cucinati e consumati a scuola. Il servizio di mensa fa parte del tempo scuola, l’educazione ad una corretta alimentazione è uno dei cardini del progetto educativo e formativo della scuola.
Ora però le famiglie extrabudoiesi vedranno aumentare grandemente il costo per l’alimentazione di un bambino (da circa € 70 mensili a circa € 105). Se sono però due i bambini…
Qualche famiglia, visti anche i tempi cupi, potrebbe perciò trovarsi nella necessità di non poter più aderire alla mensa,  preferendo o optando per necessità per un panino preparato a casa, mettendo così in pericolo la prosecuzione stessa del progetto. La Commissione mensa, composta anche da rappresentanti dei genitori, non è stata inoltre ufficialmente informata di questo aumento differenziato.
Di fronte ad uno squilibrio economico, questa amministrazione, invece di ripartire i costi equamente e solidalmente tra tutti, ha preferito dividere le famiglie, attuando una politica campanilista e di corto respiro. Fra quanto tempo l’Amministrazione di Polcenigo aumenterà il costo del buono mensa per gli extrapolcenighesi? Potrà reggere, finanziariamente ed educativamente, il progetto della mensa bio a Budoia se parte dei bambini (i foresti) porteranno sempre o saltuariamente a scuola il pranzo preparato a casa?e se per solidarietà anche gli altri volessero portare il panino? Fra quanto tempo la stessa Amministrazione proporrà altre differenziazioni di costo tra i bambini (italiani-stranieri, grassi-magri, vegetariani-carrivori, diabetici-sani, ecc.)?

Ma forse il Comune aveva precedentemente commissionato ad un team di esperti lo studio delle abitudini alimentari dei bambini, il quale avrà constatato che i bambini “foresti” mangiano di più perché devono recuperare le maggiori energie che impiegano per andare a scuola, abitando più lontano, giustificando così la differenziazione.
Ma del resto cosa ci si poteva aspettare se non la prosecuzione a livello locale delle politiche governative che si stanno affermando in Italia, volte a dividere le varie categorie di popolazione: italiani contro stranieri, giovani contro vecchi, lavoratori autonomi contro lavoratori dipendenti....
Preferisco pensare che i budoiesi siano più solidali dei loro amministratori, che chiedano loro stessi che, se proprio i costi sono attualmente insostenibili, questi debbano essere equamente suddivisi. E che la Giunta riconosca il proprio errore e faccia un passo indietro.

(*) OPS, mi dicono adesso che l’Amministrazione di Budoia è di CENTROSINISTRA (formata da due liste, PD e una lista civica di giovani), che la Giunta è stata rinnovata, che il Sindaco è giovane. Bravi, proprio bravi.

martedì 2 giugno 2009

Intervista a Luigino Del Puppo

Ecco l'intervista a Luigino Del Puppo, candidato sindaco per le liste "Progetto Comune" e "Lega Nord", fatta da Maurizio Capobianco, pubblicata sul Messaggero Veneto del 28 maggio.
Quali vogliono essere i tratti distintivi della sua candidatura?
«Necessaria la vicinanza alle famiglie in difficoltà, sia dal punto di vista finanziario sia da quello dell’assistenza, attraverso la diffusione di servizi a basso costo, a partire dai bambini fino agli anziani. A completamento di questo, è nostra intenzione rivalutare il funzionamento del centro diurno.
Fondamentale anche l’attenzione e la salvaguardia del territorio, che va ripresa in mano attraverso i servizi alla viabilità, l’illuminazione stradale e la manutenzione delle stesse strade. Per quel che riguarda le opere pubbliche la priorità va alla scuola, che necessita di un ampliamento nel numero delle classi. Ritengo fondamentale l’attivazione di un corso di educazione civica nelle scuole, per dare alle nuove generazioni gli strumenti per crescere nel rispetto delle regole e del senso civico. Doverosa, infine, la riapertura dell’ufficio turistico, che comprenda anche una riorganizzazione dal punto di vista dell’accoglienza».
Quale pensa debba essere l’intervento più urgente da realizzare?
«Innanzitutto è doverosa una valutazione delle risorse finanziarie disponibili, attraverso l’analisi del bilancio, mentre primaria deve essere la riorganizzazione del personale con la ricostituzione della squadra operai. Puntiamo alla ripresa di attività, e conseguentemente di servizi, senza costo, mentre non va dimenticata un’attenta valutazione della situazione legata al futuro servizio idrico, soprattutto per cercare di comprendre quali potranno essere le ricadute, in termini di costi, sulla comunità. Infine la variante del piano particolareggiato, legata al centro storico, va rivista».
Come pensa di risolvere il problema delle comunicazioni (telefonia mobile, internet, televisione)?
«Per la telefonia mobile e le reti televisive (Mediaset) esiste la possibilità di risolvere il problema senza posizionare antenne nei pressi delle scuole. Il potenziamento di Internet, per il momento, lo vedo necessario solo per le attività produttive». Maurizio Capobianco
Quando ho letto queste ultime righe ho veramente pensato di aver capito male. Pensavo di essere ritornato a circa 10 anni fa, quando un consigliere comunale m’aveva detto che “Internet l’è una roba par i fioi”.
Internet è importante solo per le attività produttive!!?? Il candidato sindaco Luigino Del Puppo ha mai provato ad utilizzare Skype per abbattere i costi della telefonia e per poter vedere e sentire i propri amici e parenti che si trovano in paesi diversi dall’Italia per i quali normalmente i costi sono altissimi? Ha mai provato a scaricare, non dico un video, ma una foto alla lentezza della normale linea telefonica?
Come pensa di rendere visibile su Internet il Piano Regolatore, i progetti del Comune con l’attuale lentezza? Lo sa che una persona che ha difficoltà (per un infortunio, perché è incinta, perché ha problemi di spostamento) può lavorare sulla rete dell’azienda da casa propria, sempre a condizione di avere la banda larga?
Il candidato sindaco Luigino Del Puppo lavora come Direttore dei Servizi presso l’Istituto Professionale "Flora" di Pordenone e dovrebbe quindi conoscere bene le esigenze della scuola. Non crede che gli insegnanti usino internet per il lavoro da casa propria? E gli studenti pure? Ha mai provato a frequentare un corso in e-learning (un corso di apprendimento a distanza). Internet non deve essere utilizzato e spiegato a scuola? Non dobbiamo crescere delle persone consapevoli di quello che gli sta intorno? E soprattutto non dobbiamo crescere delle persone in grado di cambiare il mondo anche utilizzando le nuove (ma già ora vecchie) tecnologie?
Evidentemente no, è più importante che si sollazzino sognando le veline di Mediaset.
Mi fermo anche se potrei andare avanti con molti altri esempi.
Nel bed&breakfast nel quale ho soggiornato in Bosnia (il paese più povero in Europa con la Moldavia) avevo a disposizione la banda larga wireless (già due anni fa quando ci sono stato per la prima volta). Ma pare che Polcenigo sia ancora più povero, culturalmente. Io me ne vergogno.

Di chi vuole essere sindaco Luigino Del Puppo? Solo di chi ha un’azienda? O di tutti i cittadini, giovani compresi?
Angela, detto col cuore, scappa via!

giovedì 30 aprile 2009

Incontro sull'immigrazione: le presentazioni

Non ho ancora trovato il tempo per parlare del positivo incontro sull'immigrazione del 21 aprile.
Fabio Bidese mi ha preceduto, inviandomi quanto segue.

"La serata del 21 aprile ha consentito, a chi era presente in teatro, ed eravamo quasi in 90, di poter guardare all'immigrazione secondo una prospettiva diversa, meno propagandistica e forse più concreta.
Il gruppo Polcenigo Aperta ha deciso di ri-parlare di immigrazione partendo dal fatto che:
1. la questione riguarda innanzi tutto delle "persone", nè belle nè brutte, con culture diverse, che hanno però il bisogno di convivere, possibilmente in armonia;
2. un tempo queste persone che migravano erano i nostri nonni o genitori (memoria corta!!);
3. a causa degli squilibri esistenti tra le varie parti del mondo il flusso migratorio è troppo forte per poter essere fermato e regolato con i severi provvedimenti di legge nazionali o con il prolungamento della permanenza nei CTP nelle isole mediterranee;
4. la sicurezza, è dimostrato, non si ottiene solo con le ronde, mentre i TG martellano e l'ansia aumenta;
5. gli stranieri da elementi di disturbo possono diventare una risorsa!!

Quando decideremo di affrontare il fenomeno in modo maturo e con i giusti provvedimenti di vera integrazione?
Sempre che qualcuno non preferisca usare e mantenere gli immigrati e le difficoltà di integrazione come problema principale utile per nascondere tutti gli altri."


Nella serata sono stati comunicati alcuni dati relativi alla presenza di stranieri nel nostro territorio, che potete sfogliare in questa presentazione.
I tre relatori hanno offerto chiavi di lettura del fenomeno dell'immigrazione molto diverse, ma tra loro compatibili.
Pierluigi Di Piazza ha offerto una visione globale delle questioni delle migrazioni nel mondo, così come del riflesso razzista molto forte in Italia.
Gianni Zanolin ha fornito la propria esperienza di amministratore, chiarendo innanzitutto che un Comune deve cercare di garantire la pace sociale: attraverso interventi con la scuola, attraverso l'avvicinamento degli stranieri alle istituzioni culurali e istituzionali e la mediazione delle comunità religiose, attraverso un aiuto economico, anche condizionato, rivolto soprattutto a quelle fasce che più stanno investendo nel proprio progetto immigratorio.
Se volete potete anche sfogliare la presentazione di Fernand Didier Manga, che ha parlato, anche per esperienza diretta, di come gli stranieri vivano la propria situazione. E non ha mancato di proporre alcuni interventi concreti, sia in Italia che nei paesi d'origine dell'immigrazione, per favorire l'integrazione, lo scambio, la comunicazione e la vita quotidiana.
Infine il maestro Fadelli (anche se non è intervenuto in voce) ha fornito alcuni dati sull'emigrazione dei polcenighesi verso il resto del mondo, sempre allo scopo di allargare il nostro punto di vista, sia nel tempo, che nello spazio.

sabato 18 aprile 2009

Polcenigo suicida

Dal Gazzettino di Martedì 14 Aprile 2009
Badante licenziata si butta nel Gorgazzo.
(ss) Una badante romena di 38 anni, T.E. le sue iniziali, è morta presumibilmente nella notte tra sabato e Pasqua dopo essersi gettata nella fonte del Gorgazzo. La donna, che da tempo soffriva di crisi
depressive
, assisteva da dieci anni un’anziana di Polcenigo ma una settimana fa era stata licenziata perchè non andava più d’accordo con la donna.
Era così andata a vivere con la sorella, sempre a Polcenigo. E sabato sera, al suo rientro, la sorella aveva trovato un biglietto nel quale la 38enne le annunciava che sarebbe stata fuori fino a tardi. Ma la mattina di Pasqua si è preoccupata perchè la badante non era rientrata e intorno alle 13 un suo conoscente l’aveva avvisata che la borsa della badante era stata trovata appesa a una staccionata nell’area del Gorgazzo. La sorella si è precipitata sul luogo - fortunatamente deserto - e ha visto il corpo senza vita della 38enne che galleggiava a pelo d’acqua, vicino al costone della montagna. Sul posto i carabinieri di Polcenigo, l’ambulanza del 118 e il medico legale che ha constatato il decesso della donna.

Si tratta dell'ennesimo suicidio che avviene a Polcenigo. Il primo di una straniera, che in questo caso, rivela tragicamente (se qualcuno ne avesse ancora bisogno) che anche i romeni sono esseri umani, con le possibili fragilità di tutti gli esseri umani.
Tristezza.

Incontro sull'immigrazione a Polcenigo

Martedì 21 aprile, alle ottoemmezza di sera, presso il Teatro comunale di Polcenigo, si svolgerà un incontro pubblico sul tema: “Immigrazione: rispetto reciproco e legalità per una convivenza civile”.

L’incontro è promosso dal gruppo “Polcenigo aperta”, con l’adesione del Centro “Ernesto Balducci” di Zugliano e del Circolo ARCI “Porto Alegre” Pedemontana Occidentale.

All’iniziativa interverrà Don Pierluigi Di Piazza (foto a destra), presidente del Centro “E. Balducci”, che parlerà della “Cultura dell'immigrazione in Friuli Venezia-Giulia: tra paure, accoglienza e razzismo”.
A seguire interverrà Gianni Zanolin (foto a sinistra), Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pordenone, che illustrerà, alla luce della propria esperienza amministrativa, l’impiego degli “Strumenti di sostegno socio-culturale-economico ai migranti in Friuli Venezia Giulia.”
Infine Didier Manga, vice presidente dell'associazione “Sacile Mondo Insieme”, affronterà le “Problematiche relative all'integrazione e all'attuale situazione economica”.

Anche a Polcenigo, come nel resto del territorio del pordenonese, il numero di stranieri presenti è rilevante e non deve più essere trascurato. La scarsità di interventi di inclusione sociale, l’aumento di norme discriminatorie e la parallela amplificazione di singoli episodi con al centro gli stranieri, fanno aumentare una diffusa “percezione” di insicurezza e di paura che rischia di diventare senso comune. Una simmetrica insicurezza può essere letta in molti stranieri che vivono pacificamente ma che si vedono colpevolizzati solo a causa di un differente luogo di nascita.
Inoltre la crisi economica sempre più diffusa può favorire l’imbocco di scorciatoie, tragicamente già viste in Europa, che portano a penalizzare settori della popolazione per qualche ragione “diversi”. La criminalizzazione degli stranieri che si trovano in posizione irregolare è l’avvio di una di queste strade pericolose.
Il gruppo “Polcenigo aperta”, che si è da poco formato, intende affermare, a partire dai bambini, l’interesse comune alla convivenza civile, a scuola, nella vita delle comunità locali, sui luoghi di lavoro, nelle attività sociali. Questo non significa chiudere gli occhi di fronte ai problemi, ma affrontarli adeguatamente nel rispetto della dignità di ogni persona, aumentando la sicurezza di ognuno di noi, indicando le esperienze positive in atto.

Siamo tutti invitati a partecipare!

martedì 17 febbraio 2009

Da Polcenigo a Mostar (senza rimpianti)

Bene, è giunto il momento dell'orgoglio paterno, ma sono sicuro che me lo perdonerete. Pubblico una lettera di mia figlia maggiore, che, dopo aver vinto una borsa di studio biennale, sta frequentando l'ultimo anno delle superiori a Mostar, in Bosnia e Erzegovina, in uno dei Collegi del Mondo Unito.
Le ragioni di questa pubblicazione sono due. La prima è per invitare altri ragazzi a provare ad entrare in uno di questi Collegi, ce ne sono 12 sparsi per il mondo, per vivere un'esperienza che gli può veramente cambiare la vita e la testa; entro poco tempo infatti dovrebbe uscire il bando di concorso. La seconda è per lanciare un appello affinchè il Collegio di Mostar, ultimo nato, possa trovare finanziatori che gli permettano di non chiudere a causa della crisi economica in corso.
Un altro articolo di mia figlia sullo stesso argomento, principalmente rivolto ai coetanei (ma anche ai genitori "timorosi"), lo potete leggere sul Messaggero del 9 dicembre 2008. Ma lascio "parlare" mia figlia.

"Collegio del Mondo Unito a Mostar - vivere insieme nella città divisa.
United World College in Mostar (UWCiM) è il dodicesimo collegio fondato dal movimento "Collegi del Mondo Unito", un'associazione internazionale la cui missione è "make education a force to unite people, nations and cultures for peace and a sustainable future" (fare dell'istruzione una forza per unire le persone, le nazioni e le culture per costruire pace ed uno sviluppo sostenibile).
Il primo UWC è stato fondato in Galles, in risposta al clima della guerra fredda; poi, Singapore, Canada, Swaziland, USA, Italia (a Duino, vicino a Trieste), Venezuela, Hong Kong, Norvegia, India, Costa Rica, Bosnia ed Erzegovina (BiH). Ognuno dei collegi è stato fondato con specifici obiettivi, sebbene tutti condividano la missione principale.
Per quanto riguarda Mostar, esso mira a supportare il processo di pace attraverso la creazione di un modello di istruzione unica. L'accordo di Dayton, infatti, non prevede l'integrazione delle tra etnie (serbo-bosiaci, croato-bosniaci e bosniacchi) a livello scolastico; di conseguenza, la nuova generazione si trova separata in tre gruppi, studia tre curriculum diversi in tre classi differenti.
La situazione nel Paese varia sensibilmente da un luogo all'altro; mentre a Sarajevo è possibile avere un gruppo di amici "misto", a Mostar la posizione della casa determina con chi esci e dove vai. Molti ragazzi/e che vivono nella parte ovest di Mostar, ovvero quella cattolico-croata, non sono mai stati nella parte est, cioè bosniacca (bosniaco-musulmana); e viceversa. Il famoso Stari Most, il ponte che unisce le due sponde rivali della Neretva, è stato ricostruito; purtroppo però, non c'è, ancora, una reale riunificazione della città.
Proprio per questo il Collegio è stato fondato: è la prova visibile che le tre etnie della BiH possono (letteralmente) convivere pacificamente sotto lo stesso tetto, nella stessa aula. Difatti, oltre il 60% del corpo studentesco è formato da "locali" - unico termine accettato per indicare croato-bosniaci, serbo-bosniaci e bosniacchi. Gli studenti internazionali, di cui due italiani, dovrebbero facilitare tale integrazione - contribuendo alla ricostruzione di una società distrutta dalla guerra.
Attraverso il CAS (Creativity, Action, Service - creatività, sport,volontariato), ovvero le tre attività a cui tutti gli studenti sono tenuti a partecipare, gli UWCers collaborano con i locali.
In particolare, le attività di volontariato sono indirizzate al miglioramento di alcune situazioni critiche: assistenza ai disabili, attività con i Rom, ecologia, e molte altre. In tal modo il Collegio ha un impatto diretto sulla comunità di cui è ospite.
L'UWCiM è l'unico Collegio che non dispone di un campus: gli studenti sono alloggiati in due residenze, Susac (nella parte ovest) e Musala (nella parte est); condividono l'edificio scolastico con gli studenti del locale Gimnazija (vedi foto). Come prevedibile, il processo di integrazione è e sarà lungo e difficoltoso, ma già molti passi in avanti sono stati fatti dalla creazione del Collegio, avvenuta appena tre anni fa.
Per maggiori informazioni: http://www.uwc.org/ sito ufficiale degli UWCs, da cui si trovano i link per i siti dei singoli collegi;
http://www.it.uwc.org/ sito ufficiale della commissione italiana.

Negli ultimi mesi però la situazione è cambiata. Purtroppo la crisi economica si è fatta sentire anche al Collegio: le donazioni private e di altri stati sono diminuite sensibilmente. La situazione è così grave che è probabile che il Collegio del Mondo Unito di Mostar cessi di esistere. Prima di tutto, è altamente probabile che ci sarà un generation gap, ovvero che il collegio non ospiti una generazione nel 2009-2011; è possibile, tuttavia, che una generazione venga arruolata per gli anni 2011-2013. Tuttavia, la "nuova" generazione non potrà beneficiare della presenza della generazione precedente: tradizioni, conoscenze, contatti verranno in maggior parte persi. Dopo tre anni di esistenza, il Collegio dovrebbe ripartire quasi da zero.
Inoltre è quasi sicuro che il modello esistente, ovvero di Collegio in cui la maggior parte di studenti possiedono una borsa di studio, venga abbandonato. Ciò significa che la scuola non sarà più un centro a cui si accede tramite eccellenza accademica e doti personali, ma su base finanziaria. Tale cambiamento decreterebbe la fine del Collegio per come era stato pensato: un luogo dove le differenze di nascita non contano. Per evitare questo, per evitare che ci sia un vuoto generazionale, donazioni devono essere trovate al più presto. Per questo noi, studenti di primo e secondo anno, stiamo contattando agenzie pubbliche e private. Risultati ce ne sono stati; miglioramenti pure; buona volontà e capacità d'azione anche. Quello che noi chiediamo è di poter continuare a lavorare per produrre un cambiamento visibile. "