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sabato 26 marzo 2011

Italiani brava gente

Ogni giorno passo davanti alla base di Aviano, lato ovest, dove gli aerei  atterrano. Dall'inizio della guerra in Libia ci sono sempre persone con e senza foto/videocamere, pronte ad immortalare un affascinante F-16 con sullo sfondo il Monte Cavallo innevato ed il cielo azzurro di queste splendide giornate di inizio primavera. Curiosi di tutte le età, famiglie con bambini, vecchi in bicicletta...
Perchè non passare con un camioncino, caricarli e aviospedirli dividendoli equamente da una parte e dall'altra del fronte libico? Potrebbero così finalmente, con loro sicura gioia, ammirare quegli affusolati missili appesi sotto le ali da un altro punto di vista, sicuramente più coinvolgente.

giovedì 18 novembre 2010

Salam Shalom a Budoia

Sabato 20 novembre,  ore 20.30 presso la Sala Consiliare a Budoia, incontro con Saul Meghnagi.
L'incontro fa parte del  9° SALAM SHALOM - Andreis – Aviano - Budoia – Fiume Veneto – Meduno - Montereale Valcellina – Sequals – Tramonti di Sotto - (Polcenigo? No, non c'è!!)
Ma chi è Saul Meghnagi ?

Nuovo presidente dell'IRES, già presidente dell’Istituto superiore per la formazione della CGIL, impegnato nella ricerca sui temi educativi e del lavoro, ha fatto parte del consiglio di  amministrazione del Centro europeo per la formazione, e del Comitato direttivo dell’Istituto per l’educazione dell’Unesco, e ha preso parte a ricerche internazionali sul rapporto tra formazione e lavoro.
Le esperienze di vita, di ricerca e di lavoro sul campo di Meghnagi ci accompagneranno in una riflessione sull’oggi, sugli stretti legami tra diritto all’istruzione ed alla formazione e inclusione sociale e marginalità, e tra competenze di cittadini e lavoratori e crescita della coscienza civile e democratica.
Insomma, un ebreo comunista!!!

Al teatro di Dardago, sabato 27 novembre alle 20.30, proiezione del film: 'JALLA! JALLA!' di Josef Fares (2001), una commedia sulle disavventure di due libanesi emigrati in Svizzera

Sottoscriviamo la petizione per il Parlamento Europeo

Ricevo (da Cecilia che ringrazio) e invito tutti ad aderire alla petizione, per non rimanere all'infinito con le bombe nucleari sotto il culo qui ad Aviano, quelle che già ci sono e quelle che potrebbero arrivare. Che poi a qualcuno al (sotto)governo potrebbe anche venire l'idea di chiedere in cambio di piazzarci anche le scorie delle future centrali nucleari (così non sarebbero nel (sotto)suolo italiano)
Cari amici, I capi di stato della NATO s'incontreranno in Portogallo questo fine settimana per discutere un piano segreto: raggruppare tutte le bombe nucleari americane presenti in Europa in Turchia e in Italia, che ne conta già 80.
Nonostante il mondo vada verso il disarmo nucleare, e la Germania e il Belgio abbiano chiesto lo smantellamento degli armamenti nucleari americani dopo un allarme sicurezza, il segretario della NATO e altre voci influenti vogliono mantenere l'arsenale europeo a tutti i costi. E il nostro governo sembra disponibile a trasformare l'Italia in un enorme magazzino nucleare per la NATO.
Dobbiamo impedire al Presidente Berlusconi di stipulare un patto segreto con la NATO alle nostre spalle. Ci rimangono solo 2 giorni: costruiamo una denuncia pubblica enorme e obblighiamo il governo a rigettare le bombe nucleari americane. I parlamentari lo hanno già fatto, e se raggiungeremo le 25.000 firme ci daranno voce in Parlamento prima del vertice. Firma la petizione sotto e inoltrala a tutti - la consegneremo direttamente al Presidente e ai Ministri presenti al vertice:

http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl/97.php?cl_
tta_sign=ba906778fc17e31730e1c7937685e3b0

Sul suolo europeo ci sono ancora 200 bombe nucleari americane, che originariamente servivano da deterrente durante la guerra fredda. Secondo le stime degli esperti in Italia ci sarebbero dalle 70 alle 90 bombe, alcune addirittura 10 volte più potenti di quella di Hiroshima.
L'anno scorso il Presidente Obama fece un appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari. Da allora, il Belgio, la Germania e l'Olanda sono stati contagiati dallo slancio per il disarmo e i loro parlamenti e alti funzionari hanno richiesto alla NATO di ritirare le bombe nucleari americane.
Ora, lontani dall'attenzione dei media, i leader della NATO potrebbero lanciare un nuovo piano per raggruppare in un unico sito tutte le armi nucleari, e ci sono forti indicazioni che potrebbero portare proprio all'Italia e alla Turchia.
Mettiamo alla luce i loschi patti segreti della NATO e dell'Italia con una petizione enorme che chiede al governo di fermare ogni piano di introdurre altre bombe nucleari nel nostro paese, e di unirsi invece alla Germania, all'Olanda e al Belgio per chiedere lo smantellamento degli arsenali nucleari esistenti. Firma la petizione ora e girala a tutti i tuoi conoscenti:

http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl/97.php?cl_tta_sign=ba906778fc17e31730e1c7937685e3b0
Con forza e determinazione, Luis, Giulia, Ricken, Pascal, Alice, Benjamin e tutto il team di Avaaz

FONTI:
Interrogazione al governo dei parlamentari Gozi, Villecco Calipari e altri sulla notizia del trasferimento delle armi nucleari americane in Italia:
http://www.camera.it/417?idSeduta=394&resoconto=bt08&param=n3-01326
Il Manifesto, Le atomiche tutte in Italia:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/10/articolo/3585/
Global Security Newswire, La NATO dovrebbe posticipare la decisione dello smantellamento nucleare (in inglese):
http://www.globalsecuritynewswire.org/gsn/nw_20101028_1639.php
Time, Che fare del segreto europeo sul nucleare (in inglese):
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1943799,00.html
Arms Control Association, I leader europei chiedono un nuovo patto NATO sul nucleare (in inglese):
http://www.armscontrol.org/issuebriefs/NATOTacticalNukes

giovedì 22 aprile 2010

Liber'azione

Venerdì 23 aprile alle ottoemezza di sera, presso il Teatro Comunale di Polcenigo avverrà la proiezione del film:  “Il sole tramonta a mezzanotte”
Interverranno il regista (di Meduno) Christian Canderan e il presidente dell'ANPI Polcenigo- Budoia, Andrea Bravin, il “Capriolo” della Brigata Ciro Menotti-Nannetti.
Musiche a cura dell’Ass. Cult. Altoliventina XX secolo con Paolo Tagliamento.
L'ingresso è libero.
La serata è organizzata dall'assessorato all’identità culturale e del territorio di Polcenigo, per ricordare i caduti nella lotta di Resistenza al nazi-fascismo nell'occasione della festa della Liberazione del 25 aprile. Ricordiamo in particolare la strage nazifascista del 4 febbraio 1945 a Mezzomonte e l'incendio del paese del 7 marzo.
Come scritto nella locandina del film, "non è la "grande storia" a conferire significato alle singole vite, semmai il contrario".

mercoledì 14 aprile 2010

Anch'io sto con Emergency ...

... e v'invito oltre che a firmare l'appello anche ad aderire all'iniziativa lanciata su Facebook: "Bandiere sui balconi per Emergency".
Per opporsi ad un'azione di guerra delle forze della coalizione contro un'associazione che dal 1999 a oggi in Afghanistan ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini, costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
Per affermare i principi di libertà. Per permettere a Emergency di continuare a curare chi è ferito, da qualunque parte provenga.
Per liberare i volontari italiani ed afghani, che ora non possono continuare a svolgere il proprio prezioso lavoro. Per opporsi a tutti quelli che dicono che se non stai con la coalizione internazionale in Afghanistan allora vuol dire che sostieni i Talebani e che sei un traditore della patria. Per difendere la libertà di parola e di critica.
Per tutti quelli che non potranno essere presenti a Roma alla manifestazione e anche per chi ci và, propongo di mettere le lenzuola bianche o le bandiere di Emergency (per chi le possiede) nei balconi e nelle finestre, saranno visibili a tutti e potremmo dare la nostra solidarietà oltre la data del 17 aprile, giorno che si terrà la manifestazione, magari tenerle appese fino al 25 APRILE giorno della LIBERAZIONE...
La solidarietà non ha colore sopratutto quando si attaccano medici in prima linea contro le multinazionali delle guerre e delle armi...

venerdì 5 giugno 2009

Memo 6 e 7 giuno, n.3


Riporto quanto scrive Amedeo Tosi Per il suo "Grillonews"
"LISA CLARK è vicepresidente dell'associazione «Beati i costruttori di pace», da sempre al fianco delle popolazioni nei territori sconvolti dalla guerra, ed ha viaggiato nei paesi più martoriati del mondo, dal Congo al Kosovo, dalla Bosnia alla Palestina, promuovendo reti di collegamento e solidarietà tra le persone separate dai fronti. Lisa ha vissuto a lungo nella Sarajevo sotto assedio degli anni '90. Ed ha rappresentato la sua associazione all'interno di molti coordinamenti italiani, dalla Rete Lilliput alla Tavola della pace, alla Rete italiana per il disarmo.
Dalla "zattera" targata GRILLOnews.it ho visto in questi ultimi anni Lisa Clark impegnata a coordinare la Campagna «Un futuro senza atomiche», che ha consegnato al Parlamento italiano le firme per una proposta di legge d'iniziativa popolare che dichiara l'Italia «Paese libero da armi nucleari». Ho visto Lisa al fianco dei cittadini che si oppongono alla base «Dal Molin» di Vicenza e impegnata a guidare il comitato «Via le bombe», che nel 2005 ha avviato un'azione legale per chiedere la rimozione delle atomiche dalla base aerea di Aviano.

Lisa Clark ha coordinato la missione della società civile nel corso delle prime elezioni democratiche nella Repubblica Democratica del Congo, nonché accompagnato missioni istituzionali in Eritrea, Etiopia, Somalia, Kenya. Un impegno, il suo, vissuto testimoniando nella pratica, concretamente, l'efficacia della nonviolenza attiva.

Moltissime figure di prestigio internazionale hanno manifestato in questi giorni il proprio appoggio alla candidatura di Lisa Clark al Parlamento europeo, capolista di «Sinistra e Libertà» nella Circoscrizione Nord Est: da Vandana Shiva (premio Nobel per la Pace alternativo) ai Nobel per la Pace John Lorentz e Colin Archer, da Tadatoshi Akiba (sindaco di Hiroshima e Presidente di «Mayors for Paece») ai rappresentanti del movimento per la pace francese.

Tra le molte testimonianze di stima, mi piace ricordare le parole di Betta Tusset, del punto pace Pax Christi di Venezia: «Voterò Lisa perché so che non lascerà che il nostro mare diventi marea di disperazione per chi arriva a cercare lavoro e libertà sulle nostre coste, perché per lei diritti e sicurezza si incontrano al crocevia della giustizia.
Voterò Lisa perchè ripudia la guerra di attacco, di difesa, preventiva e umanitaria, perché per lei, per me e per il popolo della pace, la guerra è guerra e basta.
La voterò perchè so che è convinta che questi temi sono alla base della giustizia sociale, dell'economia equa e solidale e di quella sicurezza che, per essere tale, non può che scaturire dalla fiducia tra le persone e tra i popoli»."

mercoledì 3 giugno 2009

A Teglio, ETICAmente

Vi segnalo un'interessante e ricca 4 giorni organizzata dalla Pro Loco Tegliese.
Il 4, 5, 6 e 7 giugno a Cintello di Teglio Veneto (VE) e a Portogruaro (VE) si terrà ETICAmente, ovvero "le Giornate nazionali per un futuro sostenibile, un'economia di giustizia e per i diritti dei popoli" (anche in versione pdf).
Da Alex Zanotelli a Paolo Rossi, dal laboratorio di circo per bambini alla cucina interetnica, dai giornalisti di Report al GASP di Budoia.
Accorriamo!

mercoledì 18 febbraio 2009

Bando per i Collegi del Mondo Unito

Come preannunciavo nel post precedente, è finalmente stato bandito il concorso per la frequenza dei Collegi del Mondo Unito. Il bando riguarda il biennio accademico 2009/10 e 2010/11. La scadenza è per martedì 7 aprile 2009. Ci sono 25 posti, di cui ben 6 sono disponibili per i candidati residenti nel Friuli Venezia Giulia. Il numero dei posti per ognuno dei collegi è indicato nel bando.
Ragazzi, evadete dalla gabbia che ci stanno (stiamo) costruendo intorno; la selezione è dura ma se passate avrete la possibilità di frequentare due anni di scuola (gli ultimi due delle superiori) con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, a parità di condizioni. Ci sono ragazzi di ogni provenienza sociale (la selezione avviene per eccellenza scolastica e doti personali), ogni nazionalità è alla pari, nordafricani e nordamericani, finlandesi e uzbechi, serbi e croati, iracheni e israeliani, potrete sperimentare la convivenza delle religioni (magari scoprirete di poter condividere senza problemi la stanza per un anno con un ebreo e l'anno dopo con un musulmano). Anche gli insegnanti provengono da ogni parte del mondo. Vi costruirete una rete di relazioni sociali globale. Potrete viaggiare avendo un appoggio quasi ovunque. Imparerete a comunicare con chiunque in inglese.

E cari genitori, non fatevi prendere troppo dall'ansia, i vostri figli avrebbero un'occasione unica per crescere in autonomia, nel rispetto di ogni altra persona e delle regole della convivenza civile. E avrebbero anche la possibilità di accedere alle Università più autorevoli nel mondo, grazie al prestigio globale di cui godono questi collegi ed alle possibilità di accedere a borse di studio (soprattutto all'estero, poco in Italia) e ad altre facilitazioni che molte università straniere concedono agli studenti (anche senza raccomandazione, pensa un po').
E se proprio volete tenere il vostro bimbo vicino a casa, 14 dei 25 posti sono riservati per il Collegio di Duino, vicino a Trieste.

E ripeto l'appello del post precedente. Sostenete il Collegio di Mostar.

martedì 17 febbraio 2009

Da Polcenigo a Mostar (senza rimpianti)

Bene, è giunto il momento dell'orgoglio paterno, ma sono sicuro che me lo perdonerete. Pubblico una lettera di mia figlia maggiore, che, dopo aver vinto una borsa di studio biennale, sta frequentando l'ultimo anno delle superiori a Mostar, in Bosnia e Erzegovina, in uno dei Collegi del Mondo Unito.
Le ragioni di questa pubblicazione sono due. La prima è per invitare altri ragazzi a provare ad entrare in uno di questi Collegi, ce ne sono 12 sparsi per il mondo, per vivere un'esperienza che gli può veramente cambiare la vita e la testa; entro poco tempo infatti dovrebbe uscire il bando di concorso. La seconda è per lanciare un appello affinchè il Collegio di Mostar, ultimo nato, possa trovare finanziatori che gli permettano di non chiudere a causa della crisi economica in corso.
Un altro articolo di mia figlia sullo stesso argomento, principalmente rivolto ai coetanei (ma anche ai genitori "timorosi"), lo potete leggere sul Messaggero del 9 dicembre 2008. Ma lascio "parlare" mia figlia.

"Collegio del Mondo Unito a Mostar - vivere insieme nella città divisa.
United World College in Mostar (UWCiM) è il dodicesimo collegio fondato dal movimento "Collegi del Mondo Unito", un'associazione internazionale la cui missione è "make education a force to unite people, nations and cultures for peace and a sustainable future" (fare dell'istruzione una forza per unire le persone, le nazioni e le culture per costruire pace ed uno sviluppo sostenibile).
Il primo UWC è stato fondato in Galles, in risposta al clima della guerra fredda; poi, Singapore, Canada, Swaziland, USA, Italia (a Duino, vicino a Trieste), Venezuela, Hong Kong, Norvegia, India, Costa Rica, Bosnia ed Erzegovina (BiH). Ognuno dei collegi è stato fondato con specifici obiettivi, sebbene tutti condividano la missione principale.
Per quanto riguarda Mostar, esso mira a supportare il processo di pace attraverso la creazione di un modello di istruzione unica. L'accordo di Dayton, infatti, non prevede l'integrazione delle tra etnie (serbo-bosiaci, croato-bosniaci e bosniacchi) a livello scolastico; di conseguenza, la nuova generazione si trova separata in tre gruppi, studia tre curriculum diversi in tre classi differenti.
La situazione nel Paese varia sensibilmente da un luogo all'altro; mentre a Sarajevo è possibile avere un gruppo di amici "misto", a Mostar la posizione della casa determina con chi esci e dove vai. Molti ragazzi/e che vivono nella parte ovest di Mostar, ovvero quella cattolico-croata, non sono mai stati nella parte est, cioè bosniacca (bosniaco-musulmana); e viceversa. Il famoso Stari Most, il ponte che unisce le due sponde rivali della Neretva, è stato ricostruito; purtroppo però, non c'è, ancora, una reale riunificazione della città.
Proprio per questo il Collegio è stato fondato: è la prova visibile che le tre etnie della BiH possono (letteralmente) convivere pacificamente sotto lo stesso tetto, nella stessa aula. Difatti, oltre il 60% del corpo studentesco è formato da "locali" - unico termine accettato per indicare croato-bosniaci, serbo-bosniaci e bosniacchi. Gli studenti internazionali, di cui due italiani, dovrebbero facilitare tale integrazione - contribuendo alla ricostruzione di una società distrutta dalla guerra.
Attraverso il CAS (Creativity, Action, Service - creatività, sport,volontariato), ovvero le tre attività a cui tutti gli studenti sono tenuti a partecipare, gli UWCers collaborano con i locali.
In particolare, le attività di volontariato sono indirizzate al miglioramento di alcune situazioni critiche: assistenza ai disabili, attività con i Rom, ecologia, e molte altre. In tal modo il Collegio ha un impatto diretto sulla comunità di cui è ospite.
L'UWCiM è l'unico Collegio che non dispone di un campus: gli studenti sono alloggiati in due residenze, Susac (nella parte ovest) e Musala (nella parte est); condividono l'edificio scolastico con gli studenti del locale Gimnazija (vedi foto). Come prevedibile, il processo di integrazione è e sarà lungo e difficoltoso, ma già molti passi in avanti sono stati fatti dalla creazione del Collegio, avvenuta appena tre anni fa.
Per maggiori informazioni: http://www.uwc.org/ sito ufficiale degli UWCs, da cui si trovano i link per i siti dei singoli collegi;
http://www.it.uwc.org/ sito ufficiale della commissione italiana.

Negli ultimi mesi però la situazione è cambiata. Purtroppo la crisi economica si è fatta sentire anche al Collegio: le donazioni private e di altri stati sono diminuite sensibilmente. La situazione è così grave che è probabile che il Collegio del Mondo Unito di Mostar cessi di esistere. Prima di tutto, è altamente probabile che ci sarà un generation gap, ovvero che il collegio non ospiti una generazione nel 2009-2011; è possibile, tuttavia, che una generazione venga arruolata per gli anni 2011-2013. Tuttavia, la "nuova" generazione non potrà beneficiare della presenza della generazione precedente: tradizioni, conoscenze, contatti verranno in maggior parte persi. Dopo tre anni di esistenza, il Collegio dovrebbe ripartire quasi da zero.
Inoltre è quasi sicuro che il modello esistente, ovvero di Collegio in cui la maggior parte di studenti possiedono una borsa di studio, venga abbandonato. Ciò significa che la scuola non sarà più un centro a cui si accede tramite eccellenza accademica e doti personali, ma su base finanziaria. Tale cambiamento decreterebbe la fine del Collegio per come era stato pensato: un luogo dove le differenze di nascita non contano. Per evitare questo, per evitare che ci sia un vuoto generazionale, donazioni devono essere trovate al più presto. Per questo noi, studenti di primo e secondo anno, stiamo contattando agenzie pubbliche e private. Risultati ce ne sono stati; miglioramenti pure; buona volontà e capacità d'azione anche. Quello che noi chiediamo è di poter continuare a lavorare per produrre un cambiamento visibile. "

lunedì 26 gennaio 2009

Cattiva memoria ?

A proposito di memoria, un anno fa su questo blog è stato iniziato un discorso interessante su una vicenda legata ad una signora ebrea di Coltura.
Un documento risalente al 3 aprile 1944, esposto in una mostra l'anno scorso, testimonia la deportazione e la requisizione degli immobili di proprietà di Giovanna Bacharach vedova Weinberg, "ebrea che risiedeva a Coltura di Polcenigo, che per salvarsi aveva addirittura tentato la conversione al cattolicesimo (anche se a nulla le valse perché morì in un campo di sterminio)".
Nei commenti al post, si racconta che "la signora possedeva una radio e la faceva ascoltare ai vicini, tenendo il volume alto. Poi ha avuto la cattiva idea di prestare del denaro a qualcuno che per non restituire il debito, sembra l'abbia fatta deportare. La casa dove abitava (di proprietà ?) non avendo lei eredi diretti è poi stata invenduta ed invendibile per molto tempo... "... "... ha acquistato la casa nel 1933 ... poi nel 1949 viene citata, non so a che titolo, O. B. in F.".
In un altro commento è scritto: "... la signora forse arrivava da Venezia. Sembra poi che un certo G.Z. importante esponente della classe politico-amministrativa del tempo, con la minaccia di farle avere dei problemi, sia riuscito a farsi prestare dei soldi; poi pare che per non restituirglieli l'abbia denunciata ai tedeschi. Ma forse sono solo chiacchere da bar raccolte 50-60 anni orsono. Oppure no?"
Faccio mia la richiesta di Pieropol nello stesso commento: "Non so se è mai stata fatta una ricerca su questi avvenimenti, ma se non sono mai stati approfonditi, forse varrebbe la pena che qualcuno ci dedicasse un pò di tempo prima che gli ultimi testimoni di questo dramma che ha toccato le nostre terre scompaiano."
Se la vicenda è vera, mette in risalto ancora una volta quanto gli italiani non possano essere considerati un popolo di brava gente, anzi, quanto le contingenze storiche possano essere state utilizzate per arricchirsi anche utilizzando metodi atroci. Come diceva Francesco D. G., la storia siamo noi...

sabato 17 gennaio 2009

Cattivi conduttori

A Pordenone oggi, sabato 17 gennaio 2009, ci sono due manifestazioni. Una è organizzata da Michelangelo Agrusti, ex parlamentare della sinistra democristiana, ex Partito Popolare con Buttiglione, allora "nel suo partito soprannominato "Beirut" per la sua tendenza a stringere e cancellare rapidamente alleanze politiche", arrestato nel 1994 per corruzione, (condannato in primo grado e prosciolto in appello), ex coordinatore provinciale di forzaitalia, alleato del centrosinistra alle provinciali del 2004 nel movimento di Mastella, ora anche conduttore televisivo.

Nel Messaggero Veneto del 13 gennaio Agrusti rivendica il diritto «di esistere di Israele ... in sicurezza».... «E’ un invito rivolto ... a tutti i cittadini democratici e che rifiutano la violenza, che sanno che la difesa di esistenza di Israele è parte della difesa dell’Occidente e dei suoi valori». Slogan della manifestazione: “Due popoli, due stati, due democrazie, no al terrorismo” (attenzione, non c'è scritto no alla guerra).
Come riporta il Gazzettino del 14 gennaio, Anche la Lega ha dato la sua adesione. "«Dopo quanto visto sabato scorso - attacca il segretario provinciale Enzo Bortolotti - non potevamo lasciare la piazza agli islamici ".

Come possiamo permettere di lasciare la difesa dei valori dell'Occidente a politicanti i., e., o., v., c. ? (non scrivo le parole per esteso perchè questi sono capaci di denunciarmi). Non posso credere che qualsiasi uomo che si dica cristiano (come gran parte di quelli che hanno aderito alla manifestazione, come Gottardo o Moretton) possa sostenere sinceramente che in questo momento lo stato israeliano difenda l'Occidente e i suoi valori. Li sta piuttosto affondando nel sangue di povera gente innocente, così com'era successo nei bombardamenti americani sulla gente di Falluja o nelle torture dei carceri di Abu Ghraib e Guantanamo.
Chi organizza manifestazioni pro-Israele adesso, nascondendosi dietro slogan da politicanti furbetti, con il solito dire e non dire, non è degno di alcuna fiducia, non è degno nemmeno di andarci a bere un caffè insieme. Eppure questi adesso sono maggioritari in queste lande. Che tristezza.
E che dire dei leghisti che soffiano sullo scontro di civiltà tra islamici e cristiani? Che importano il conflitto tra noi? Integralisti e irresponsabili sono le definizioni più gentili che mi vengono in mente.
Come spesso accade si confonde Israele con il suo esercito e con il suo governo (che ha scatenato il massacro per vincere le prossime elezioni, e giusto prima dell'insediamento di Barack Hussein Obama; un governo di centrosinistra! che schifo! e senza che i colleghi socialisti europei muovano un dito).
Andiamo piuttosto a vedere "Walzer con Bashir", a Cinemazero; sosteniamo quei giovani israeliani di buon senso, i refusnik, che invece di ammazzare bambini rifiutano di arruolarsi nell'esercito! Leggiamo e ascoltiamo Moni Ovadia o David Grossman.
E un grazie a quelli che saranno ad Assisi, oggi sabato 17 gennaio, a chiedere di fermare il massacro. Difendiamo i valori dell'Occidente!

domenica 11 gennaio 2009

Solo una striscia

Dal blog di Vittorio Arrigoni, ora a Gaza.
""Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola" mi dice Jamal, chirurgo dell'ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. "Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l'ultimo miagolio soffocato."
Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua "Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell'opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste..." il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. "Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l'ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati."

A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime"...
Cosa c'entra con Polcenigo? Fate voi. Ma io sentivo la necessità di proporre una fonte di informazioni, da Gaza, diversa dalle nostre edulcorate reti televisive.

martedì 21 ottobre 2008

giovedì 16 ottobre 2008

Gubana Express

Continuo con le notizie terzomondiste e veterocomuniste, come dice Rinnovamento.
Domenica 19 ottobre sarà in servizio (unica data annuale) il GUBANA EXPRESS, cioè "il treno degli artisti e delle culture in festa. Questo il programma:

Stazione Ferroviaria di Meduno
Ore 13.50, avvio della “caccia al tesoro”, con interventi di animazione a cura di Molino Rosenkranz e accompagnamento musicale del Barbapedana Quartet. Ore 14.20 tutti in carrozza, si parte!
Stazione Ferroviaria di Fanna-Cavasso
Ore 14.23, all’arrivo del treno: mentre prosegue la caccia al tesoro, il coro di badanti ucraine “Dolya” propone antiche canzoni dove la memoria delle origini si unisce alla nostalgia. Ore 14.53 tutti in carrozza, si parte!
Stazione Ferroviaria di Montereale Valcellina
Ore 15.00, all’arrivo del treno: l’Associazione Donne del Burkina Faso propone canti e danze rituali dell’Africa, mentre continua la caccia al tesoro… Ore 15.35 tutti in carrozza, si parte!
Stazione Ferroviaria di Aviano
Ore 15.43, all’arrivo del treno: il Barbapedana Quartet, festeggia i 30 anni di attività con una coinvolgente miscela di ritmi e colori klezmer, zigani e balcani dal vicino est europeo…
Ore 16.13 tutti in carrozza, si parte!
Stazione Ferroviaria di Budoia
Ore 16.18, all’arrivo del treno: finalmente la caccia troverà il suo tesoro e potrà (forse) costruire la famosa “Torre di Babele”. Ore 16.53 tutti in carrozza, si parte!
Stazione Ferroviaria di Sacile
Ore 17.04, all’arrivo del treno: benvenuto di tamburi… e, insieme ai giocatori de “La Ferrovia Scarlatta” in arrivo da Trieste, piccola parata con il Barbapedana Quartet
Parco Tallon
Ore 17.15 Les Tambours de Topolò
Sagrato del Duomo di San Nicolò
Ore 17.45 coro di badanti ucraine “Dolya” (seconda parte)
Palazzo Ragazzoni-Flangini Biglia
Ore 18.00, Amina e Fatima Meskar dell’Associazione “Ritmi e Danze dal Mondo” di Giavera del Montello propongono l’antico rito del the arabo…
Visita alla mostra “Parigi: sobborgo di Andreis” su Federico Tavan
Brindisi finale a cura della Scuola Alberghiera IAL di Aviano

Speciale Omaggio a Federico Tavan: in ogni stazione ci sarà un poetry corner nel quale, chi lo vorrà, potrà dar voce alla poesia: recitare o semplicemente leggere quelle poesie, frammenti o parti di testo che gli sembreranno consoni alla giornata…

Meduno si può raggiungere con il treno di linea in partenza da Sacile alle ore 13.07 e arrivo a Meduno alle 13.49. Un successivo treno di linea parte da Sacile alle 19.27 e prosegue fino a Meduno, dove arriva alle 20.06.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0434 734822

domenica 12 ottobre 2008

Change

Devo dire che mi sento piuttosto a disagio a continuare a scrivere di Polcenigo in un momento storico come quello che stiamo vivendo. Perchè credo, e non sono il solo, che dopo aver assistito come spettatori al crollo dell'impero sovietico negli anni ottanta, ora vivremo sul palco, come protagonisti, il crollo dell'impero americano, del sistema occidentale. Le conseguenze sulla nostra vita quotidiana saranno pesanti: Confindustria ora prevede per il 2009 un calo del PIL in Italia dello 0,5%; sarebbe bello che dicesse la verità; ma gli indicatori economici di Confindustria non sono più in grado di prevedere quello che succederà, perchè quello che probabilmente accadrà è il crollo dell'attuale sistema capitalistico, con una recessione molto più grave. La disoccupazione crescerà a livelli che non conoscevamo, dovremo cambiare il nostro modello di vita, di produzione, energetico, il conflitto sociale tornerà fortissimo (ecc. ecc.). E mi permetto di scrivere queste cose su Internet, consapevole del rischio che corro nel passare da supponente e da presuntuoso (o da stupido), oltre che da portasfiga. Naturalmente mi piacerebbe essere dalla parte del torto, mi piacerebbe aver solo preso un granchio, vedremo.
Ma per tornare al locale (pensare globale, agire locale, come d'obbligo), azzardo una previsione. La base aerea di Aviano entro pochi anni passerà di mano, non ci saranno più i caccia americani a gettare migliaia di dollari in carburante ogni volta che sfrecciano sulle nostre teste. Gli USA non saranno più in grado di sostenere le enormi spese della loro macchina bellica perchè non avranno più un sistema economico che lo permetterà. Le loro banche d'affari crollano, le loro aziende automobilistiche passano di mano ai giapponesi (o a qualcun altro), il loro sistema dei consumi è insostenibile. Azzardo una data, entro la fine del 2011 non vedremo più aerei a stelle e strisce ad Aviano. Forse non si alzeranno più aerei da lì, o forse cambierà il padrone, vedremo. Scommettiamo?

giovedì 10 luglio 2008

Boris Pahor a Polcenigo

Dal Gazzettino del 9 luglio
"Il lungo viaggio emotivo di Boris Pahor Lo scrittore si racconta a Polcenigo
Polcenigo ospita Boris Pahor. Classe 1913, l'autore triestino ingiustamente sconosciuto alla Trieste di lingua italiana, sta avendo oggi successo in Italia grazie alla pubblicazione ad opera dell'editore Fazi del suo capolavoro, Necropoli.
Domani, alle 20.45, nel teatro cinema di Polcenigo , Pahor, proposto per il Premio Nobel alla Letteratura, sarà presentato e intervistato dal giornalista e scrittore triestino Pierluigi Sabatti. Con Necropoli l'autore triestino si colloca in quella cerchia di scrittori testimoni di uno dei più atroci e strazianti eventi del Novecento. Le sue scritture sulla prigionia a Natzweiler-Struthof sui Vosgi, a Bergen Belsen e a Dachau sono incisive, dilaniano il lettore e gli svelano cosa siano l'annichilimento, l'umiliazione, lo svuotamento d'un essere umano di tutto ciò che è proprio alla sua natura, fino a farne rimanere soltanto un guscio vuoto e rinsecchito, di cui ci si possa dimenticare, che si possa calpestare come una foglia avvizzita, che si possa sospingere nel nulla come uno spettro trasparente e inconsistente, che si possa ridurre in polvere - strizzandolo tra le dita, o in cenere - levandolo dal camino in una nuvola scura e repellente. Di certo l'esperienza del campo di sterminio è indelebile, ed è impossibile non farla trasparire da qualsiasi tipo di narrazione ci si accinga a esporre.
Ma Boris Pahor non è solo l'autore dei lager. Egli infatti dispone di un materiale infinitamente più ampio che ha riversato nei propri racconti e romanzi e che consentono al lettore di lingua italiana, triestino o no, di conoscere realtà altrimenti difficilmente avvicinabili e di accostarsi ad un'indagine sull'interiorità dell'individuo e al complesso rapporto tra sofferenza e amore.

Negli ultimi quattro anni Nicolodi editore ha proposto alcune interessanti opere di Boris Pahor al pubblico di lingua italiana. Sono così stati pubblicati in traduzione la raccolta di racconti Il rogo nel porto (2001), e i romanzi La villa sul lago (2002) e Il petalo giallo (2004). Le opere dello scrittore triestino di minoranza slovena sono state tradotte in numerosi Paesi. Nel 2007 è stato insignito con la Legion d'onore da parte del Presidente della Repubblica francese."

Dal Gazzettino del 6 luglio
"La colonna dell'estate 2008 sono proprio le serate d'autore, che presentano nomi di spicco nel panorama anche internazionale. «È stata una bella serata», spiega l'assessore alla Cultura Fabrizio Venier, riferendosi al primo appuntamento di giovedì scorso, che ha visto la presentazione di brani scelti da Caracreatura di Pino Roveredo, già vincitore di un premio Campiello, a cura del giornalista Letterio Scopelliti e lettura, con voce femminile narrante di Mina Canfora. «Non era molto il pubblico - aggiunge Venier - ma conto per la prossima settimana di avere più gente». Difficile infatti mancare l'appuntamento di giovedì 10, dove l'autore non ha bisogno di presentazioni: Boris Pahor, pluripremiato scrittore nato a Trieste 95 anni fa, di lingua e cultura slovena, parlerà del suo "Necropoli" assieme a Pierluigi Sabatti."

sabato 10 maggio 2008

Italiani brava gente

E per dare un altro punto di vista sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Liberazione, vi segnalo questo lungo documento, dove si mette in evidenza che fra gli italiani non c'erano solo le vittime ma anche i persecutori, gli occupanti crudeli. E se avete ancora un po' di tempo date un'occhiata al documento dello storico sloveno Metka Gombač, "I bambini sloveni nei campi di concentramento italiani (1942-1943)". Si tratta di documenti che raccontano i crimini commessi dai soldati italiani in Jugoslavia durante l’occupazione fascista, dal 1941 al '43, dai generali fino ai soldati semplici, o anche dai funzionari civili.
La terra più martoriata dai nostri soldati è stata quella dalmata, dove ora ci piace andare in vacanza: dalle rappresaglie (otto civili per ogni militare ucciso), spesso concluse con incendi di villaggi, al campo di concentramento per civili ad Arbe (Rab in croato), il cui tasso di mortalità era stimato intorno al 19 per cento. Una sintesi su Rab e sul campo la trovate su Wikipedia.
Comunque andate a visitare Rab, io ci sono stato in vacanza alcuni anni fa: mare pulito, boschi estesi, baiette ovunque, persone accoglienti.
E vicino c'è un'isoletta, Goli Otok (una pietraia) dove dal 1949 al 1955 c'era invece il campo di prigionia degli oppositori di Tito (prevalentemente comunisti favorevoli a Stalin e a Mosca) ...Nella foto ostaggi iugoslavi appena ammazzati dal plotone d'esecuzione italiano

venerdì 9 maggio 2008

Non era tempo

Sabato 10 maggio 2008, alle seidisera, presso la saletta dell'ex convento di San Francesco in Piazza della Motta a Pordenone, sarà presentato il documentario "NON ERA TEMPO".
Il DVD raccoglie le testimonianze degli ex-deportati dell'area pordenonese.
E' un lavoro pensato soprattutto per gli insegnanti, MA NON SOLO, per offrire loro uno strumento didattico di approccio al tema della deportazione. E' corredato da una piccola brochure con una nota storica che aiuta a contestualizzare il racconto, un glossario e il profilo dei testimoni.
E' anche il primo risultato di un lavoro iniziato già nel 2004 per la raccolta e l'archiviazione della memoria.
Interverranno Andrea Crozzoli, di Cinemazero, Marco Coslovich, l'autore, e Sabrina Benussi, la regista.
La serata è organizzata dall'ANED di Pordenone (Associazione Nazionale ex Deportati Politici) in collaborazione con l'associazione culturale Fuoritesto.

martedì 6 maggio 2008

Solo un passo

Accorrete resistenti!
Giovedì 8 maggio 2008 alle ottoemezza di sera presso l' ex chiesa di San Gregorio a Sacile
sarà presentato il libro "SOLO UN PASSO - memorie di donne partigiane dell’Altolivenza".
La serata è organizzata dall’Università della Terza Età e degli Adulti di Sacile e dell’Altolivenza e dal progetto Giovani del Comune di Sacile
Interverranno:
Fulvio Salimbeni, Università di Udine
Paolo Cossi, autore del fumetto
Marta Roghi, ricercatrice
Cristina Trinco, ricercatrice e curatrice del libro.

martedì 8 aprile 2008

Mondo libero

Caro Luciano, allargo le tue richieste di libertà.
Perciò free Abkhazia, free Adivasi, free Ainu, free Assam, free Birmania, free Cecenia, free Dayak, free Hunza, free Igorot, free Inguscezia, free Kashmir, free Kurdistan, free Nepal, free Ossezia Meridionale, free Palestina, free Tamil, free Tibet, free Turkestan Orientale.
Liberiamoli tutti. E' solo un elenco approssimato e parziale di popoli e nazioni asiatiche oppresse. Ma in questo momento ci sono le Olimpiadi in Cina e vanno di moda i tibetani. Invece non vanno di moda gli Uiguri, pur sempre in Cina, anche loro oppressi dal governo cinese, ma loro sono musulmani. Professano una religione che non fa differenze fra Stato e Chiesa... ops il Dalai Lama, quel sant'uomo, guarda un po' è sia capo politico che capo religioso, ah ma lui è buddista, pacifista. Allora la teocrazia per i tibetani va bene. Per gli iraniani invece no, loro sono musulmani, guerrafondai!
Anche Rugova era il capo pacifista e nonviolento in Kosovo prima che arrivassero l'UCK, l'esercito serbo e a seguire l'esercito NATO. Il suo obiettivo, cioè il Kosovo libero, è stato raggiunto. Era sostenuto da molti, anche dal movimento pacifista. Ma poi c'è stata la guerra, i morti, gli invalidi, gli stupri più o meno etnici, i bombardamenti, i profughi, le famiglie divise, la miseria, l'odio etnico, ecc. ecc.. e adesso tanti dicono che non si doveva sostenere un Kosovo indipendente, adesso.
Si dice che non si chiede l'indipendenza per il Tibet ma solo l'autonomia e il rispetto dei diritti umani (e si grida free Tibet), più o meno come in Kosovo poco più di dieci anni fa (e gridavano Kosovo Republika). A mio parere si rischia soprattutto di esaltare nazionalismi grandi e piccoli (e magari solo quelli che convengono ai gruppi di potere occidentali) e di confondere libertà e diritti umani con il nazionalismo.
Ma non importa, e allora free Bosnia, free Croazia, free Erzegovina, free Kosovo, free Macedonia, free Montenegro, free Republika Srpska, free Slovenia, free Vojvodina, free Kosovo settentrionale. Finora fanno circa duecentocinquantamila morti nelle guerre iugoslave, senza neanche pensare alle condizioni dei vivi.
Nella foto, un cimitero in centro a Mostar, Bosnia e Erzegovina, e guardate le date di nascita e di morte.