A proposito di mobilità sostenibile, ecco un brano tratto da un documento riportato sul sito della Associazione delle città italiane per la mobilità sostenibile e lo sviluppo dei trasporti."Per quanto riguarda pedoni e ciclisti la pericolosità dell’incidente deriva dalla velocità di impatto. Diversi test empirici hanno mostrato come la probabilità di morte (e di ferite gravi) cresca più che proporzionalmente rispetto alla velocità di impatto di un veicolo tipo con un pedone o ciclista. In linea di massima per impatti alla velocità di 30 Km/h la probabilità di decesso è circa del 10%, per impatti alla velocità di 50 Km/h (in città questo limite non dovrebbe essere mai superato ma le trasgressioni di questo obbligo sono molto diffuse) le probabilità di decesso aumentano notevolmente,attestandosi a circa il 50%, mentre per impatti alla velocità di 70 Km/h il rischio di decesso oscilla tra il 95% e la certezza (per avere un raffronto è come, rispettivamente, se si cadesse dal primo, dal terzo o dal quinto piano di un palazzo). Questa curva dice molte più cose di quanto possa trasparire dalla crudezza dei numeri. Infatti prima ancora del comportamento del conducente sono la forma delle strade e quindi la velocità che può essere raggiunta sulle stesse la causa prima degli incidenti gravi. È infatti la forma delle strade e non i cartelli indicanti i limiti di velocità a condizionare il comportamento dell’automobilista; infatti su strade larghe e rettilinee qualunque automobilista, anche il meglio intenzionato, raggiunge involontariamente velocità elevate. E’ necessario pertanto adattare le strade al comportamento che vogliamo sia mantenuto dall’automobilista in quel luogo. Spesso una rotonda o un sistema di rallentamento ben studiato può sopperire ad un semaforo e addirittura finire per aumentare la velocità media di percorrenza degli automobilisti stessi. A valle di una corretta progettazione della coesistenza tra traffico lento e veloce sarà possibile gestire con maggiore efficacia i comportamenti da reprimere quali, tra l’altro: guida con velocità eccessiva, mancato rispetto delle altre norme di circolazione, tra cui non rispetto della precedenza, marcia contromano, non dare precedenza ai pedoni sugli appositi attraversamenti, guida con ridotte capacità psicofisiche, guida senza cintura di sicurezza (auto) e casco (moto)."


